Css, sì all’espianto di protesi Pip per motivi clinici o psicologici

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 25/01/2012 18:48

Procedere all'espianto e sostituzione delle protesi mammarie francesi Pip, a carico del Servizio sanitario nazionale, in presenza di motivi clinici o problemi accertati, come ad esempio la rottura della protesi, ma anche nel caso di serie motivazioni psicologiche da parte della donna portatrice dell'impianto. Sarebbe questa l'indicazione, secondo quanto si apprende, elaborata dal Consiglio superiore di sanita' (Css) e che sara' trasmessa al ministro della Salute Renato Balduzzi.

Dopo l'allarme in Francia per la pericolosita' di tali protesi, lo scorso 29 dicembre il ministro Balduzzi ha emanato un'ordinanza che ''impone a tutte le strutture ospedaliere e ambulatoriali pubbliche e private, accreditate o autorizzate, di redigere entro 15 giorni un elenco nominativo di tutti i casi riguardanti l'impianto di P.I.P. a partire dal primo gennaio 2001''. Le Asl di riferimento dovranno ricevere tali segnalazioni e le Regioni avranno 10 giorni di tempo per notificare i dati al ministero. Recepite tutte le segnalazioni, si potra' dunque sapere con esattezza quante protesi a rischio sono state impiantate in Italia e dove. Premessa necessaria per poter valutare eventuali azioni successive. Secondo le stime sarebbero circa 4.300 le donne con impianto Pip in Italia.Il ministero - sulla scorta del parere del Consiglio superiore di sanita' del 22 dicembre 2011 - ha gia' fatto sapere che si fara' carico degli interventi di espianto delle Pip "laddove vi sia una indicazione clinico-medica specifica".

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