Brevettato un vaccino contro l’Alzheimer: aiuta la memoria

Redazione DottNet | 28/01/2012 16:35

Si chiama (1-11)E2 ed e' un vaccino di nuova generazione, capace di innescare una risposta immunitaria contro il beta-amiloide, un peptide che si accumula nel cervello dei malati di Alzheimer, causando danni alla memoria e alle capacita' cognitive. A realizzarlo, due istituti napoletani del Consiglio nazionale delle ricerche: l'Istituto di genetica e biofisica (Igb-Cnr) e l'Istituto di biochimica delle proteine (Ibp-Cnr). Lo studio e' stato pubblicato sulla rivista Immunology and Cell Biology.

La molecola, per la quale e' stato appena concesso il brevetto italiano e per cui e' stata depositata una domanda di brevetto internazionale, consiste in una proteina ottenuta dalla fusione di due proteine diverse: un piccolo frammento del peptide beta-amiloide, coinvolto nell'Alzheimer, unito con una proteina batterica. La sostanza e' capace, in provetta, di auto-assemblarsi formando una struttura simile a un virus per forma e dimensioni. ''Sono ormai 10 anni che ricercatori di tutto il mondo stanno esplorando la possibilita' di prevenire l'Alzheimer con un vaccino: le prime sperimentazioni sull'uomo hanno acceso molte speranze, ma anche evidenziato possibili effetti collaterali gravi, che ne impediscono l'utilizzo'', spiega Antonella Prisco, dell'Igb-Cnr, coordinatrice della ricerca. La sperimentazione e' attualmente nella fase pre-clinica, che prevede la somministrazione del vaccino a topi normali. Il passo successivo consiste nel testare l'efficacia terapeutica e i possibili effetti collaterali in topi transgenici che sviluppano una patologia simile all'Alzheimer. ''Il vaccino che abbiamo prodotto induce rapidamente una forte risposta anticorpale e polarizza la risposta immunitaria verso la produzione di una citochina anti-infiammatoria, l'interleuchina-4, confermando le proprieta' immunologiche auspicate'', precisa la ricercatrice dell'Igb-Cnr. ''Attualmente si ricorre ampiamente ai vaccini per prevenire le malattie infettive, ma anche una patologia come l'Alzheimer potrebbe essere prevenuta o curata mettendo in atto un processo simile'', conclude Piergiuseppe De Berardinis dell'Ibp-Cnr.

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