Giovanna Serenelli

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Diete dimagranti, BMPEA e l’orgia dei supplementi - I Parte

Medicina Generale | Giovanna Serenelli | 18/05/2015 17:33

Difficile farne un elenco completo, ci sono in commercio supplementi o, se volete, integratori alimentari per qualunque cosa.

Ma, insomma, che cos’è un integratore? Intanto, per definizione, gli integratori sono prodotti che vengono, anzi dovrebbero essere utilizzati, per favorire l’assunzione di principi nutritivi carenti nel caso di alimentazione scorretta sia che si tratti di dieta sbilanciata che carente. Non sembra logico il loro uso quando non ce ne siano i presupposti medici.

Per solito le promesse sul loro uso sono “miracolistiche”.

La pubblicità imperversa solleticando sportivi, donne ed uomini (per i due sessi sono previsti differenti tipi di integratori), giovani o vecchi, persone attente all’aspetto fisico (capelli forti, pelle giovane e senza rughe) ed allo stato di salute (ossa più resistenti, muscoli più forti, cervelli più attivi, sonno migliore, controllo dei lipidi ematici con prevalenza del colesterolo, profilassi dell’emicrania o terapia del tinnito) e via discorrendo.

Basta volerli e possiamo tranquillamente trovarne non solo in farmacia, ma anche nei supermercati a portata di mano di chiunque.

Le industrie del settore, nel 2012, hanno guadagnato 32 miliardi di dollari che, si prevede, saliranno a 60 miliardi nel 2021, dunque si tratta di un affare colossale [1].

Di fatto, secondo quanto definito dal nostro Ministero della Salute (Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione) si debbono intendere, come integratori alimentari “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”.

Di questa categoria possono far parte: vitamine e minerali, sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico, sostanze e preparati vegetali, probiotici e prebiotici, coadiuvanti di diete ipocaloriche [2].

Ovviamente non abbiamo intenzione di parlare di tutte queste categorie o di tutto ciò che si trova in commercio, ma in previsione dell’estate e delle vacanze in spiaggia, ci interessano, nel caso specifico, alcuni supplementi che promettono la rapida perdita di chili in eccesso e, magari, perché no?, l’acquisizione di una ‘silouette’ degna di una modella. Vi sono varie compagnie che producono e commerciano prodotti contenenti BMPEA, la beta-metilfeniletilamina, un isomero dell’anfetamina.

Che cos’è la beta- metilfeniletilamina

Come già detto è un isomero dell’anfetamina sintetizzato per la prima volta negli anni ’30. Il lavoro fu pubblicato esattamente nel 1927 da Carothers un chimico statunitense [3] grazie alla cui ricerca la DuPont poté, fra l’altro, produrre il neoprene ed il ben noto nylon. La formula bruta della  beta-metilfeniletilamina è C9H13N ed ha, oltre al nome riportato, un abbondante numero di sinonimi. Corrosiva su pelle, occhi, mucose e persino metalli, ha un flash point a 79 °C.

Material is extremely destructive to tissue of the mucous membranes and upper respiratory tract, eyes, and skin., spasm, inflammation and edema of the larynx, spasm, inflammation and edema of the bronchi, pneumonitis, pulmonary edema, burning sensation, Cough, wheezing, laryngitis, Shortness of breath, Headache, Nausea (Fonte EXIR).

Non penso sia necessaria la traduzione dall’inglese.

La DL50 [4] nel topo è di, a seconda della via di somministrazione: 540mg/kg nella via sottocutanea e di 60mg/kg  in quella endovenosa.

È altresì classificata come agente dopante[5].

Supplementi in commercio e BMPEA

Chi produce e vende supplementi (dei quali si affermano le proprietà di indurre la perdita di peso) spesso dichiara trattarsi di un estratto da foglie di Acacia rigidula. Citiamo come esempio il Lipodrene extreme [6], liberamente acquistabile in rete, la cui composizione è, secondo il sito:

Estratto d'acacia Rigidula (come Rx) (strati) (che riporta 75 mg degli alcaloidi di feniletilamina  comprendendo: B-Feniletilamina, N-Metil-B-feniletilamina, e R-beta-metilfeniletilamina], feniletilamina HCL, téobromine, Sinefrina HCL, estratto de Hoodia Gordonii (cactus), Naringina (frutto), 6.7 Dihydroxybergamottin (frutto), 5-Methoxytryptamine HCL, L-5-Hydroxytryptophen, Yohimbine HCL. Caffeina 100mg (anidra)

Altri ingredienti: Destrosio agglomerato, cellulosa microcristallina, hydroxypropylcellulose (marche Klucel HXF ed HF), Hydroxypropylmethylcellulose (segno di Benecal), fosfato dicalcico, glucolate d'amido di sodio, amido, stearato di magnesio, acido stearico, povidone, silice. L’etichettatura non sembra essere della massima chiarezza.

I vantaggi riportati, nello stesso sito, nell’uso di questo integratore sono: l’incremento della termogenesi da cui lo smaltimento dei grassi corporei stoccati (cito letteralmente), il rallentamento dell’assorbimento della serotonina da cui la riduzione del desiderio di cibo e perciò dell’appetito, inibizione dell’assorbimento dei grassi dietetici mediante inibizione delle lipasi.

Naturalmente viene citata anche una tecnologia di fabbricazione molto avanzata (quale? Ci si riferisce ad un miscuglio brevettato con tecnologia Rx ed Extended-Rx, ma si tratta di nomi di prodotti messi in commercio, non di tecniche) che permette all’integratore di fornire risultati superiori a quelli dell’efedrina.

Gli effetti dell’integratore si avvertono già (sempre quanto riportato nel sito) nell’arco di una trentina di minuti dall’ingestione e la perdita di peso è evidente nell’arco della prima settimana di trattamento. Si consiglia una dose di 3 compresse al giorno riducibile ad 1 solamente, pari a 295 mg di miscuglio, in relazione ad effetti “troppo intensi”. Non  deve comunque essere superata la soglia di 6 compresse al giorno. Se le dosi riportate in etichetta si riferiscono alla composizione di una singola compressa, ne risulta che viene, a discrezione, “permesso” l’uso di 450 mg di alcaloidi di feniletilamina. Nessuna indicazione compare circa la durata massima del trattamento. Ben chiaro è invece il costo, pari a 63,78 euro per un flacone da 90 compresse (maggio 2015).

Il prodotto dunque sembrerebbe ad una persona normale che non sa nulla di chimica, farmacologia, botanica etc. un supplemento miracoloso ed assolutamente naturale. È vero?

Che cosa dice la scienza

Intanto cominciamo a dire che l’Acacia rigidula è un piccolo arbusto o un alberello della famiglia delle Fabaceae (Genere Vachellia) che ha il suo habitat naturale in una fascia di territorio compresa fra il Texas (USA) ed il Messico centrale.

La pianta produce alcaloidi tra cui anche modeste quantità di anfetamine[7].

Non produce però beta- metilfeniletilamina e dunque, con tutta la buona volontà di questo mondo, e, salvo miracoli divini, non se ne può estrarre dalle sua foglie.

È un dato ufficiale [8] noto ai farmacologi già dal 2013 [9]. Caso mai poteva succedere che la BMPEA potesse essere identificata con anfetamina usando come tecnica di analisi la tecnica LC-MS e non altre tecniche quali la LC-MS/MS e la LC-MS [9]. Per questo motivo la FDA ha inviato in data 22 aprile 2015 una Warning Letter al CEO della Hi-Tech Pharmaceuticals Inc scrivendo, a chiare note che “Declaring BMPEA in your product labeling as a dietary ingredient causes your products marketed as dietary supplements to be misbranded under section 403(a)(1) of the Act [21 U.S.C. § 343(a)(1)] in that the labeling is false or misleading in any particular” [10]. In sostanza si dice molto chiaramente che certi determinati supplementi sono falsamente etichettati o provvisti comunque di etichette ingannevoli.

La Hi-Tech Pharmaceuticals, che, anche in questo caso prendiamo come esempio, almeno la dichiara in etichetta (dichiarazione di nessuna utilità pratica, ovviamente, per un normale consumatore). La FDA poi, di queste lettere, ne ha inviate ad almeno altre quattro compagnie.

È sufficiente andarle a cercare sul sito della FDA.

Da uno studio condotto analizzando 21supplementi, di vari produttori, in cui si dichiaravano estratti di Acacia rigidula, ben 9 contenevano beta- metilfeniletilamina in quantità variabili dai 960 ai 60.500 mg/g [9].

Il lavoro sopra citato non è italiano, ma se qualcuno vuole, può scaricare un faldone di 160 pagine del nostro Sistema Nazionale di Allerta Precoce/Dipartimento Politiche Antidroghe, Presidenza Consiglio Ministri [11]  in cui la lunga lista di sostanze inizia proprio con la beta-metil-feniletilamina. Rispetto alle altre fonti il rapporto indica una dose letale per  il ratto (3000mg/kg) in caso di somministrazione orale; se la somministrazione è per via intraperitoneale la dose letale minima scende a 150mg/kg [12] (loro citazione bibliografica, non mi è possibile leggere il lavoro scritto in tedesco).

Degli effetti sulla salute umana non si sa praticamente nulla.

Bibliografia nel Gruppo Miscellanea: Lo studio

“Contenuto a carattere medico o sanitario proveniente da una esperienza personale dell’utente”