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Analisi dei rischi e conseguenze medico legali

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Responsabilità MMG: a cosa va incontro?

Redazione DottNet | 24/06/2016 16:49

Il Medico di Base o di continuità assistenziale quando segue i consigli e le prescrizioni dello specialista ospedaliero è imputabile?

Frequentemente, nei nostri studi, è lo stesso medico a non accorgersi di fare rivelazione del segreto professionale, il cui medesimo può essere rivelato in varie forme, in modo involontario e ingenuo, con intenti benefici, nei confronti dei pazienti.

Il medico è portato a colloquiare con il paziente per creare, con lo stesso, quel legame empatico necessario ai fini curativi e all’instaurazione di un rapporto di maggiore fiducia.

Il medico non si accorge però, alle volte, di non considerare, in maniera idonea, la figura del paziente, discutendo con esso di problematiche familiari, vagliando e riferendo al medesimo di situazioni personali di altri componenti della famiglia.

Lo scopo, nonostante si supponga sia fatto a fini di bene, alle volte crea o può creare interferenza tra i vari componenti della famiglia. (Ragazza adolescente che viene in visita con la madre e che manifesta rapporti difficili con il padre).

Il segreto professionale è il “fiore all’occhiello” del Medico, in quanto depositario della fiducia del paziente.

Decaduta la fiducia, il vincolo del segreto professionale rimane e non si scioglie neanche con la morte del paziente stesso.

In conclusione, si auspica che i medici dimostrino più attenzione nel colloquiare con i pazienti, evitando, pertanto, di riferire agli stessi, notizie e malattie di altri assistiti o di componenti del nucleo familiare del medesimo.

Tale rispetto del segreto professionale deve essere osservato anche dai collaboratori e dagli infermieri che prestano servizio presso il medico, i quali sono tenuti a rispettare l’art. 622 c.p., nella stessa misura del medico, il quale potrebbe rimanere coinvolto nello stesso reato per “Culpa In Vigilandi”.

La rivelazione, si può concretizzare anche indirettamente, lasciando la ricetta rossa o dematerializzata al portiere dello stabile o nella segreteria dello studio, priva di una busta chiusa, necessaria a tutelarne il contenuto, da cui altra persona potrebbe trarne notizia della patologia dell’assistito.

Il segreto riguardante la precoce prescrizione di un anticoncezionale, dopo accertamenti idonei e diversi colloqui con l’assistita, anche se ancora non raggiunta la maggiore età, può essere effettuata solo al fine di evitare una gravidanza indesiderata; ciò deve essere mantenuto segreto nei confronti dei genitori che non hanno il diritto di interporsi nella relazione medico-paziente, proprio per il segreto professionale creato, come sancito anche dalla legge per l’interruzione volontaria di gravidanza.

In conclusione, il rapporto medico-paziente è valido, duraturo ed efficace se l’assistito ha la convinzione di essere protetto dal medico, con il quale si confida per tutte le sue necessità.

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