Patologie Respiratorie

Diagnosi, terapia e follow-up delle patologie acute e croniche dell'apparato respiratorio

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CONTROL'ASMA&BPCO week - 21-15 maggio 2018

Conferenza Stampa 18 Aprile 2018

  • Il paradosso della terapia dell’asma

    Del cosiddetto “paradosso del trattamento dell’asma” ha parlato Giorgio Walter Canonica, Direttore Clinica Medicina Personalizzata Asma e Allergie Humanitas University, Milano e General Executive Director- Past President SIAAIC.

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  • Asma, il paziente non si cura e non conosce la malattia

    La maggior parte dei pazienti asmatici si cura solo nel momento delle riacutizzazioni e smette di assumere le terapie una volta che l’evento è passato. Alla base della scarsa aderenza alla terapia vi è una scarsa conoscenza della malattia, secondo Carlo Filippo Tesi, Presidente FederASMAeALLERGIE Onlus- Federazione Italiana Pazienti

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  • Piano cronicità Lombardo, aspettative per il paziente con BPCO

    L’impatto del piano cronicità disegnato in Lombardia potrebbe aiutare a migliorare la gestione del paziente con BPCO. Il programma prevede una preparazione del medico curante o dello specialista di un percorso individualizzato di controlli e terapia del paziente con BPCO. Lo spiega Francesco Blasi, Professore Ordinario Malattie Respiratorie, Università degli Studi di Milano e Presidente Centro Studi Società Italia di Pneumologia (SIP).

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  • CONTROL’ ASMA&BPCO week, una settimana di controlli gratuiti a maggio

    Dal 21 al 25 maggio 2018, 50 centri specialistici distribuiti in tutto il territorio nazionale apriranno le loro porte per offrire visite di controllo gratuite ai quasi 8 milioni di 8 milioni di italiani che soffrono di asma o di BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva). Ne parla Enrica Bucchioni, Vice President Medical Affairs di AstraZeneca Italia.

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  • Asma, fondamentale insegnare al paziente come si usano gli inalatori

    Solo il 13,8% dei pazienti con malattie respiratorie ostruttive assume la terapia. Una delle cause della scarsa aderenza alla terapia la difficoltà dei pazienti a utilizzare gli inalatori. Lo spiega Giorgio Walter Canonica, Direttore Clinica Medicina Personalizzata Asma e Allergie Humanitas University, Milano e General Executive Director- Past Presidente SIAAIC.

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  • BPCO, insegniamo al paziente a gestire la sua malattia

    “La BPCO può essere trattata, ma non curata. Dobbiamo educare il paziente e aiutarlo a capire l’importanza di assumere la terapia con costanza e regolarità. Solo in questo modo può migliorare la funzione respiratoria e quindi la loro qualità di vita”, ha affermato Francesco Blasi, Professore Ordinario Malattie Respiratorie, Università degli Studi di Milano e Presidente Centro Studi Società Italia di Pneumologia (SIP).

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Highlights in Allergy and Respiratory Diseases

Genova 17-19 Novembre 2016

  • Presente e futuro dell’immunoterapia nell’allergia

    Diversi studi dimostrano che l’immunoterapia nel trattamento dell’allergia funziona. Nel futuro saranno disponibili nuove vie di somministrazione, come quella intralinfatica o trasdermica e anche l’immunoterapia per le allergie alimentari, ormai molto diffuse. Ne ha parlato Giovanni Passalacqua, Direttore Clinica Malattie dell’Apparato Respiratorio e Allergologia dell’Università di Genova.

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  • Tecnologia e dialogo per favorire l’aderenza al trattamento del paziente con asma

    L’aderenza al trattamento è un problema per l’asma soprattutto quando i sintomi non sono particolarmente evidenti. “Dobbiamo spiegare al paziente che l’obiettivo ultimo del trattamento è migliorare la sua qualità di vita e riportare i suoi valori biofunzionali a livelli normali. Se comprende questo, il paziente sarà aderente. Non è un problema di facile gestione, ma oggi ci può venire in aiuto anche la tecnologia”, ha spiegato Fulvio Braido, Professore Associato Malattie Respiratorie all’Università degli Studi di Genova.

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  • Nuove terapie in studio per il trattamento dell’asma

    Sono numerosi i farmaci attualmente in corso di studio per il trattamento dell’asma grave. Si tratta per lo più di farmaci biologici. Degli studi clinici in corso ce ne parla Girolamo Pelaia, professore ordinario all’Università Magna Grecia di Catanzaro.

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  • Terapia combinata ICS/LABA, primo step per il trattamento dell’asma

    La terapia combinata con corticosteroidi e Beta2 agonisti a lunga durata d’azione rappresenta il primo step di trattamento per l’asma, anche nel caso di sospetto asma grave. “Oggi abbiamo a disposizione numerose possibilità di combinazioni di principi attivi e diversi tipi di formulazioni, come quella extra-fine che consente di raggiungere le piccole vie aeree. Sta al medico trovare la combinazione più adeguata al suo paziente e solo dopo aver percorso questo primo step passare ad altri farmaci, compresi quelli biologici”, ha affermato Pier Luigi Paggiaro, AO Universitaria di Pisa.

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  • Asma grave, non una ma tante patologie

    L’asma grave più che una singola patologia deve essere considerata un insieme di sottogruppi di patologie. “I pazienti possono avere fenotipi diversi, meccanismi patogenetici coinvolti diversi. La ricerca si sta muovendo verso l’identificazione di marcatori che consentano la corretta tipizzazione dei pazienti, così da poter individuare il miglior trattamento biologico possibile”, ha affermato Enrico Marco Heffler, ricercatore nelle Malattie Respiratorie presso Humanitas University di Milano.

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  • Progetto SANI, network italiano del paziente con asma grave

    Agli Highlights in Allergy and Respiratory Diseases, Giorgio Walter Canonica, professore di Malattie Respiatorie, Humanitas University- Milano, ha presentato il progetto SANI (Severe Asthma Network Italy) e i suoi primi risultati ottenuti dall’analisi di 400 pazienti arruolati nei 62 centri che fanno parte del network: “Questi dati sono un punto di partenza, e una volta completi ci serviranno ad interagire con i decisori, come Aifa”.

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  • Asma grave, i dati di real life dello Studio Proxima

    Lo studio Proxima è un trial osservazionale multicentrico italiano che ha arruolato circa 350 pazienti con asma grave. “Dai risultati di real life è emerso che i pazienti, se trattati adeguatamente, imparano ad avere una migliore percezione della malattia, un minor livello di ansia, confortati anche dal minor numero di riacutizzazioni”, ha affermato Caterina Bucca, Direttore della Struttura Complessa di Pneumologia dell’Università di Torino, Ospedale Molinette, a margine degli Highlights in Allergy and Respiratory Diseases.

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International Conference on Respiratory Pathophysiology, Sleep and Breathing - Roma 15-17 giugno 2016

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