Cellule Staminali

Materiale informativo per la conservazione delle cellule staminali e prospettive future.

redazione@merqurio.it

Il sangue cordonale come fonte alternativa di cellule staminali

Medicina Generale | Medical Information Dottnet | 08/06/2017 12:10

Caratteristiche e potenzialità delle cellule staminali ematopoietiche del cordone ombelicale.

Le cellule staminali sono progenitori cellulari ad alto potenziale proliferativo in grado sia di auto rinnovarsi che di generare uno o più tipi cellulari specializzati. Sono comunemente suddivise in staminali embrionali (ECSs), che partecipano alla formazione dei tessuti embrionali, e staminali adulte/somatiche (ASCs), identificate a livello di vari organi e tessuti.

Le cellule staminali cordonali si trovano nel sangue cordonale raccolto immediatamente dopo il parto e appartengono al gruppo delle staminali ematopoietiche. L’interesse verso le cellule staminali cordonali sta crescendo sempre di più anche per la difficoltà a reperire donatori di cellule staminali per eseguire trapianti.

Per trapianto si intende genericamente un intervento terapeutico che prevede la sostituzione di cellule, tessuti o organi danneggiati o malfunzionanti, con quelli funzionanti di un donatore.

Il trapianto di cellule staminali emopoietiche rappresenta una terapia salvavita consolidata per la cura di numerose e gravi malattie del sangue. Elemento determinante al fine di effettuare una procedura trapiantologica è la possibilità di reperire un donatore compatibile, la ricerca del donatore viene effettuata prioritariamente all’interno della famiglia, nel caso in cui non sia disponibile, nel registro internazionale dei donatori di midollo osseo. Il sangue prelevato dal cordone ombelicale rappresenta così una valida fonte alternativa di staminali emopoietiche.

Il primo trapianto di staminali emopoietiche ottenute da sangue cordonale è stato effettuato nel 1988 in Francia e, da allora, oltre 10.000 trapianti sono stati effettuati con questo tipo di cellule staminali, di cui quasi 700 in Italia, con risultati del tutto sovrapponibili a quelli ottenuti con cellule staminali da midollo o da sangue periferico.

É inoltre importante considerare che la relativa immaturità immunologica delle cellule staminali cordonali potrebbe limitare le tradizionali barriere di compatibilità.

La possibilità di effettuare trapianti con sangue cordonale ha indotto la costituzione di vere e proprie “banche”, dove vengono conservate le unità di sangue cordonale raccolte.

In tutto il mondo oltre 400.000 campioni sono stati criopreservati e sono almomento disponibili all'uso trapiantologico in oltre 100 banche.

L’unità di sangue cordonale, dopo la raccolta in sala parto, viene inviata alla banca, dove viene sottoposta ad una serie di controlli specifici per verificare l’idoneità alla conservazione e definire le caratteristiche immunologiche finalizzate all’analisi della compatibilità fra donatore e ricevente. I programmi di raccolta a scopo trapiantologico vengono gestiti dalle banche pubbliche in stretta collaborazione con ematologi, oncologi e genetisti. Queste banche conservano le unità di sangue cordonale donate a scopo allogenico, ovvero a disposizione della collettività, e per uso “dedicato”, a disposizione del neonato o di un familiare. È importante non confondere la conservazione ad uso effettivamente autologo (cellule di una persona destinate alla stessa), con la conservazione a scopo “dedicato”, in cui l’obiettivo è quello di un possibile trapianto allogenico intra-familiare.

L’attività di conservazione autologa (dedicata allo stesso neonato) del sangue cordonale viene invece svolta da banche private istituite presso altri Paesi europei e extraeuropei, presso le quali è possibile conservare il sangue cordonale ad uso “personale” raccolto in punti nascita pubblici e privati.

Fino a circa 20 anni fa il Trapianto di cellule staminali emopoietiche era riservato solo a pazienti con leucemie acute.

Da allora il trattamento si è dimostrato elemento fondamentale nella terapia per pazienti con molte patologie ematologiche (leucemia mieloide cronica, leucemia mieloide acuta, leucemia linfatica acuta) ma anche nel recupero dopo terapie sovramassimali in tumori solidi, in linfomi di Hodgkin (HDG) e linfomi non-Hodgkin (NHL), mieloma multiplo e, specialmente negli ultimi anni, nei tumori della mammella.

Le patologie per le quali i vantaggi derivanti dall’uso delle cellule staminali emopoietiche, indipendentemente dalla sorgente (midollo, sangue periferico o sangue cordonale), risultano scientificamente provati sono numerose.

Di seguito viene riportato l’elenco:

  • aplasia midollare
  • leucemie acute linfoidi e mieloidi
  • leucemia mieloide cronica
  • mielofibrosi con metaplasia mieloide
  • linfomi non Hodgkin
  • linfoma di Hodgkin
  • leucemia linfatica cronica
  • mielodisplasia
  • mieloma multiplo
  • neuroblastoma
  • sarcoma dei tessuti molli
  • errori congeniti: immunodeficienze primitive, disordini congeniti, disordini lisosomiali, disordini non lisosomiali

Negli ultimi anni, studi condotti da vari gruppi di ricercatori hanno dimostrato ulteriori potenzialità delle cellule staminali e la possibilità di utilizzare tali cellule per il trattamento di alcune patologie degenerative, aprendo un ulteriore capitolo della medicina denominato medicina rigenerativa. Questo tipo di attività ha come obiettivo la messa a punto di protocolli terapeutici per la ricostruzione e/o la rigenerazione di tessuti danneggiati, avvalendosi dell’utilizzo di cellule staminali.

 

Fonte:

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Uso appropriato delle cellule staminali del sangue del cordone ombelicale. Elementi informativi essenziali.