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I crediti di molte farmacie sono a rischio: ecco perché

Farmacia

Che, a proposito di debiti delle Regioni, autorizza la sottoscrizione di prestiti e mutui (per pagare le aziende) soltanto a quelle amministrazioni in grado di dimostrare una «situazione di equilibrio strutturale» nei propri bilanci. Difficile che possano superare l’esame le Regioni sottoposte a Piano di rientro o quelle che sono commissariate. Ma se così fosse, sarebbe un controsenso, perché dove i conti della Sanità sono in deficit è anche dove imprese e fornitori del Ssn sono costretti alle attese più lunghe per essere pagati. Come fa notare il Sole 24-Ore in un articolo, solo per le forniture di biomedicali le cinque Regioni sotto tutela totalizzano debiti per 2 miliardi, che diventano 3,23 aggiungendo le tre (Piemonte, Puglia, Sicilia) sotto piano di rientro. E la stessa cosa vale per farmaci e integrativa, le due voci che vedono i titolari tra i creditori in sempre più insofferente attesa. E a proposito di farmacie, resta ancora da capire a loro che posto spetta nella fila di chi verrà pagato. A leggere il decreto, le insolvenze verranno saldate a partire dalle più vecchie e visto che la somma messa sul piatto dal Governo ammonta a un po’ meno di 40 miliardi (sui quasi cento del debito complessivo), è forte la probabilità che la posta si esaurisca prima di arrivare ai farmacisti. Facile infatti che ad avere la precedenza saranno le aziende del medicale e dei servizi, dove le attese superano l’anno anche in Regioni come la Toscana, l’Emilia Romagna, il Veneto e il Piemonte.  

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Fonte: Federfarma, Sole24ore

Farmacia
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