Depressione e impiego dei fosfolipidi: intervista al Prof. Delle Chiaie

Fidia Detailing | 29/04/2015 15:40

Roberto Delle Chiaie, Psichiatra, è Professore a contratto presso le Università “La Sapienza” di Roma, Bologna e “Pontificia Teresianum”. E’ dirigente di primo livello presso il SPDC/DAI Salute Mentale e Respons

Professore, come colloca l'applicazione dei fosfolipidi ipotalamici?

Sono molecole che hanno una storia interessante e nella mia pratica clinica conservano un ruolo sicuramente rilevante. Nell’ambito di una certa tipologia di pazienti depressi dove il quadro clinico della patologia si associa ad una certa riduzione della performance cognitiva e ad una dose di disregolazione affettiva, se inseriamo l’antidepressivo otteniamo il recupero della componente disregolativa-affettiva. Il paziente diventa più autonomo, recupera spirito d’iniziativa e progettualità. Tuttavia i parenti, coloro che sono più a contatto col malato ci segnalano sì più vitalità, ma non il recupero della performance cognitiva. Sono situazioni in cui se facciamo dei test neuropsicologici troviamo alterazioni, ma molto lievi. Possiamo in alcuni casi trovare degli indizi, anch’essi in forma lieve, con la risonanza magnetica, di allargamento degli spazi umorali.

Come interviene il Liposom?

In questi casi il Liposom dato in aggiunta alla terapia antidepressiva con cui si è partiti, può migliorare anche la componente associata al deficit cognitivo. Il meccanismo, probabilmente, è da ricercare nella capacità che hanno queste sostanze di andarsi ad inserire nella membrana del neurone; in un soggetto con inizio d’invecchiamento cerebrale e sicuramente con una componente sclerotica, può quindi fluidificare la membrana e favorire in questo modo gli spostamenti laterali  delle proteine recettoriali che così diventano più efficienti a livello sinaptico per legarsi ai neurotrasmettitori.

Con quale risultato?

Questo meccanismo restituisce efficienza funzionale alla membrana del neurone e può quindi migliorare la performance del soggetto anche rispetto ai parametri della cognitività. Abbiamo una buona casistica di soggetti trattati in questa maniera con risultati incoraggianti.

Come viene somministrato il farmaco?

Va precisato che sono cicli che vanno ripetuti ogni quindici giorni per un totale di cinque o sei cicli che poi possono essere ulteriormente prolungati soprattutto se vediamo casi particolarmente interessanti.

Fonte: Le informazioni contenute provengono da esperienza personale e professionale del Prof. Delle Chiaie.

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