Cagliari, farmacisti senza sede a Mattarella: non voteremo

Farmacia | Redazione DottNet | 26/02/2018 19:26

Consegnata una lettera al Presidente: troppe lungaggini sul bando della Regione

Lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella dai farmacisti sardi senza sede in occasione della sua visita lampo a Cagliari. "Noi il 4 marzo non andremo a votare", è il messaggio lanciato dai professionisti che avevano già annunciato l'intenzione di restituire le tessere elettorali nelle mani del capo dello Stato. Ma visto che non è stato possibile realizzare un faccia a faccia con Mattarella, ecco uno scritto che motiva la scelta.

"Le chiediamo di accettare simbolicamente le nostre tessere elettorali come segno di solidarietà nei nostri confronti - si legge nella missiva - La nostra è la protesta di un piccolo gruppo di cittadini che, stanco di lasciar fare, chiede a gran voce il rispetto di uno dei diritti fondamentali della costituzione calpestati dalle lungaggini burocratiche della nostra amministrazione". Pomo della discordia novanta nuove farmacie da assegnare dal 2013 per un totale di almeno 250-270 titolari e tanti altri posti di lavoro. La storia comincia con il bando del concorso straordinario della Regione per assegnare le sedi farmaceutiche. I candidati ammessi nella graduatoria provvisoria, due anni dopo, sono 1.805 per un totale di 1.212 domande: si può infatti partecipare in associazioni composte da due a quattro farmacisti. Nel febbraio del 2017 arriva la graduatoria definitiva. Ma non ancora la chiamata ai vincitori. I farmacisti hanno chiesto spiegazioni anche in un sit-in davanti all'assessorato regionale della Sanità.

"Dati alla mano - scrivono i professionisti - nonostante sia una Regione a statuto speciale, la Sardegna sembra essere davvero in fondo alla classifica nell'espletamento del concorso straordinario: in Piemonte si è arrivati già al quarto interpello; in Liguria al terzo, così come in Puglia e in Emilia Romagna; in Veneto il primo interpello risale al 2016; in Lazio, Lombardia e Sicilia al 2017. Nell'isola - denunciano - benché non sia mai stata data sospensiva alla graduatoria, né da parte del Tar né da parte del Consiglio di Stato, la Regione continua a prendersi la libertà di non procedere". Da qui l'appello a Mattarella.

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