Roma, simulavano incidenti stradali: arrestati medici e infermieri

Medlex | Redazione DottNet | 09/03/2018 20:17

Truffa da oltre un milione di euro, in manette anche un professore universitario

Avrebbero simulato decine di incidenti stradali e, con la complicità di medici e infermieri, procurato alle false vittime grossi risarcimenti dalle compagnie assicurative. E' di 16 arresti (6 in carcere e 10 ai domiciliari) e 4 obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria il bilancio di un'indagine condotta dai carabinieri a Roma sulle truffe alle assicurazioni. Dalle prime luci dell'alba, i carabinieri della compagnia Centro hanno eseguito un'ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 20 romani.

Sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe ai danni di numerose compagnie assicurative RC auto, corruzione, sostituzione di persona e falso. Coinvolti anche medici e infermieri di diversi ospedali della Capitale che secondo gli inquirenti avrebbero redatto falsi referti. Tra gli arrestati c'è Paolo Ottolenghi, professore universitario e ortopedico del Policlinico Umberto I, finito in carcere. Ai domiciliari sono andati invece Edoardo Franceschetti, ortopedico al policlinico Tor Vergata, Claudio Salomoni infermiere all'Umberto I e Luca La Verde, ortopedico al Campus Bio-medico. Effettuate perquisizioni dai carabinieri anche all'interno dell'Umberto I. Le indagini sono durate circa un anno, sotto la direzione della Procura capitolina.

Il danno alle assicurazioni ammonterebbe a un milione di euro. Interessati complessivamente 207 indagati, 78 dei quali per associazione, tra cui i 20 destinatari delle misure cautelari. Nell'arco di tre anni sarebbero stati simulati decine di incidenti stradali, spesso utilizzando gli stessi veicoli. Gli scontri sarebbero stati organizzati nel giorno in cui i professionisti ritenuti compiacenti erano di turno, abitualmente il mercoledì. In un caso ne sarebbero stati inscenati ben sei in un pomeriggio con le false vittime portate nello stesso pronto soccorso a farsi visitare.

Secondo gli investigatori, a capo dell'organizzazione c'era Stefano Perniconi, che assieme ai suoi più diretti collaboratori stabiliva il luogo della 'messa in scena', i veicoli che si sarebbero dovuti scontrare, e organizzava il lavoro degli 'attori', appositamente istruiti su come comportarsi. Il 46enne è arrestato a Cortina dov'era in settimana bianca con la compagna, una dipendente delle poste.

Fonte: ansa

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