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Glaucoma, innovativo trattamento per alleviare i sintomi

Oculistica Redazione DottNet | 11/04/2018 14:17

I ricercatori hanno sviluppato un idrogel con migliaia di nanoparticelle contenenti acido cannabigerolico da utilizzare durante il sonno

Innovative gocce oculari potrebbero un giorno portare a trattare il glaucoma mentre si dorme, aiutando a guarire una condizione che è una delle principali cause di cecità in tutto il mondo. Il nuovo trattamento, sviluppato da un team di ricercatori della University of British Columbia, è stato descritto in un articolo pubblicato su Drug Delivery and Translational Research.

"I colliri medicamentosi sono comunemente usati per trattare il glaucoma, ma sono spesso scarsamente assorbiti - spiega Vikramaditya Yadav, che ha guidato lo studio - meno del 5% del farmaco rimane negli occhi".

"Anche quando il farmaco viene assorbito - aggiunge - potrebbe non riuscire a raggiungere la parte posteriore dell'occhio, dove può iniziare a riparare i neuroni danneggiati e alleviare la pressione che caratterizza il glaucoma". Per risolvere questi problemi, i ricercatori hanno sviluppato un idrogel che è stato poi riempito con migliaia di nanoparticelle contenenti acido cannabigerolico, un composto della cannabis che si è dimostrato promettente nell'alleviare i sintomi del glaucoma, ma che finora non è stato utilizzato nei colliri perché non si scioglie facilmente in acqua.

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Gli studiosi hanno applicato le gocce su cornee di maiale, simili a quelle umane, scoprendo che il farmaco è stato assorbito rapidamente e ha raggiunto la parte posteriore dell'occhio. "Si potrebbe applicare il collirio subito prima di andare a dormire e si formerebbe una 'lente' al contatto con l'occhio: le nanoparticelle si dissolverebbero lentamente durante la notte e penetrerebbero nella cornea, e al mattino la lente si sarebbe completamente dissolta", evidenzia Yadav. Il composto potrebbe anche essere usato per altri farmaci progettati per trattare i disturbi degli occhi come le infezioni o la degenerazione maculare.

Fonte: Drug Delivery and Translational Research

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