Anelli: basta sedi fatiscenti per le guardie mediche

Professione | Redazione DottNet | 07/07/2018 16:05

"Dobbiamo pretendere la messa in sicurezza e il rispetto della normativa"

 "I medici della notte siamo noi. E finché continueremo ad essere sviliti, colpiti nella nostra dignità, vessati da carichi burocratici che ci impediscono di fare il nostro lavoro, costretti a svolgerlo in strutture spesso indecorose, mal organizzate e con croniche carenze di personale.   Ecco finché continuerà questa situazione continueremo ad essere soli, ad essere esposti alle aggressioni".

Lo ha detto il Presidente della Fnomceo, Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Filippo Anelli, a Roma, di fronte alla platea dei 106 Presidenti degli Ordini dei Medici territoriali, riuniti nel Consiglio nazionale. "La Fnomceo si sta impegnando in prima linea in quella che, al di là delle cause organizzative e strutturali contingenti, è una battaglia culturale - ha aggiunto -. Dobbiamo pretendere che vengano messe in sicurezza tutte le sedi di continuità assistenziale, a tutela dei medici e degli stessi cittadini. Dobbiamo esigere che vengano rispettate le normative sulla sicurezza. Ma quei medici che vengono lasciati soli in sedi fatiscenti sono il simbolo di una condizione generale che accomuna tutta la nostra categoria" .

"Solo attraverso il recupero della libertà, dell'autonomia, dell'indipendenza e della dignità che in questi ultimi anni la nostra professione ha perso potremo efficacemente contrastare le fake news in Sanità e la violenza contro gli operatori sanitari" ha proseguito. Anelli ha poi espresso l'intenzione di scrivere insieme una 'Magna Carta' della professione come frutto del percorso degli Stati Generali della professione medica e odontoiatrica. "Un documento storico- ha sottolineato- scritta dai medici insieme a tutta la società civile come rifondazione della medicina e della professione". Ma da dove si partirà per riscrivere le regole della professione? Sono sei le macroaree individuate: i cambiamenti e le crisi; i rapporti del medico rispettivamente con la società, con l'economia, con la scienza, con il lavoro; la medicina e il medico verso il futuro".
   

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