
Studio pilota su pazienti, effetti comparabili al farmaco in uso
Lo zafferano potrebbe rappresentare una valida alternativa al farmaco in uso (il Metilfenidato, uno psicostimolante meglio noto col nome commerciale 'Ritalin') per la cura della sindrome da iperattività e deficit di attenzione (ADHD), quantomeno per un buon 30% di pazienti che non trae giovamento dallo psicofarmaco o non tollera la terapia.
È la promessa che arriva da uno studio pilota condotto su bambini e ragazzi di 6-17 anni con ADHD, pubblicato sul Journal of Child and Adolescent Psychopharmacology. Lo studio è stato condotto da Sara Baziar e Ali Aqamolaei, dell'università di Teheran. L'ADHD è uno dei disturbi comportamentali più comuni dell'età evolutiva che colpisce fino al 5-7% della popolazione in età scolastica e che non regredisce nel corso dello sviluppo - molti soggetti che presentano il disturbo nella fanciullezza continueranno a manifestare l'ADHD in età adulta.
Si è visto che lo zafferano, al pari dello psicofarmaco, riduce i sintomi del disturbo e in più ha effetti antidepressivi e potenzia la memoria. "La terapia a breve termine con capsule di zafferano - ribadiscono gli autori - ha mostrato la stessa efficacia del Metilfenidato. Nondimeno, sono necessari più ampi studi controllati e per un periodo di trattamento più lungo". Lo studio, quindi, andrebbe replicato su una casistica maggiore di pazienti e contemporaneamente altre ricerche servirebbero per svelare i meccanismi d'azione dello zafferano.
fonte: Journal of Child and Adolescent Psychopharmacology
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