Tumore alla prostata: con la terapia ormonale più rischio depressione

Oncologia | Redazione DottNet | 18/03/2019 22:49

Lo rileva una ricerca del Rigshospitalet a Copenhagen, presentata al congresso dell'Associazione europea di Urologia, a Barcellona

 I trattamenti ormonali dopo la rimozione della prostata per un tumore possono aumentare fino all'80% il rischio di depressione. Per questo è importante che, dopo la chirurgia, i pazienti vengano monitorati anche da questo punto di vista. Lo rileva una ricerca del Rigshospitalet a Copenhagen, presentata al congresso dell'Associazione europea di Urologia, a Barcellona. I ricercatori hanno esaminato le cartelle cliniche di 5.570 uomini dal Registro danese dei tumori della prostata. Hanno scoperto che 773 di questi uomini sono stati trattati per la depressione dopo l'intervento chirurgico.  Quelli trattati con farmaci anti-ormonali avevano più probabilità di essere in trattamento per depressione rispetto a quelli che non avevano ricevuto la terapia.

"È importante notare che i pazienti trattati con prostatectomia hanno un aumentato rischio di depressione- spiega Anne Sofie Friberg, che ha guidato lo studio- dopo l'intervento chirurgico, la disfunzione erettile e l'incontinenza urinaria sono sintomi frequenti. In caso di recidiva e trattamento ormonale, questi sintomi possono peggiorare e un'immagine corporea alterata e la perdita di libido sono comuni. Inoltre, bassi livelli di testosterone possono influenzare direttamente i centri dell'umore del cervello" . "Ben il 25% degli uomini sottoposti a prostatectomia radicale può andare incontro a una ricaduta e vedersi prospettare un trattamento ormonale- conclude Friberg -proprio loro sembrano essere a più alto rischio di sviluppare depressione. La ragione potrebbe essere una conseguenza del fallimento dell'intervento, oppure causato dalla manipolazione ormonale, o da entrambe le cose".

 

fonte: ansa

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