La chiusura di una farmacia mette a rischio l'aderenza terapeutica

Farmacia | Redazione DottNet | 23/04/2019 17:17

Secondo una ricerca pubblicata su JAMA Network Open le persone non sono più costanti nell'assumere medicinali per il cuore, arrivando a smettere di prenderli

La chiusura di una farmacia può avere serie ripercussioni sulla salute di chi soffre di malattie cardiache. Secondo una nuova ricerca pubblicata su JAMA Network Open, quando chiude i battenti quella di riferimento, le persone non sono più costanti nell'assumere medicinali per il cuore, arrivando addirittura a smettere di prenderli. Utilizzando le informazioni provenienti da un database nazionale, i ricercatori dell'Università dell'Illinois di Chicago, negli Usa, hanno analizzato i dati delle prescrizioni di oltre 3 milioni di adulti tra il 2011 e 2016. Hanno così confrontato l'aderenza terapeutica tra le persone che avevano acquistato statine in una farmacia che in seguito ha chiuso - circa 93.000 persone - con l'aderenza terapeutica tra persone che le avevano acquistate in una farmacia rimasta aperta.

Si è così scoperto che i pazienti del primo gruppo hanno manifestato "un declino immediato e significativo dell'adesione delle statine" nei tre mesi successivi alla chiusura, "in gran parte a causa della completa interruzione dei farmaci". Tendenze simili erano presenti anche per altri medicinali per il cuore, i beta-bloccanti e gli anticoagulanti. "Si prevede che le chiusure di farmacie aumenteranno a causa dell'aumento delle fusioni", ha detto Uima Dima Qato, professore associato di sistemi di farmacia,presso l'UIC College of Pharmacy e a capo del team di ricerca. Gli autori raccomandano pertanto di implementare "strategie per impedire tali chiusure, compresa l'adozione di politiche che garantiscano un rimborso sufficiente della farmacia per i farmaci prescritti".

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