Anaao diffida le Regioni per il blocco intramoenia

Sindacato | Redazione DottNet | 09/05/2019 16:30

Sarebbe un illecito contrattuale con obbligo di risarcimento

Esercitare la libera professione intramoenia (lpi) è un diritto dei medici e dirigenti sanitari.  Di fronte ai tentativi di scardinare questo diritto ad opera di alcune Regioni il sindacato dei medici Anaao Assomed ha diffidato i governatori, gli assessori alla salute e i direttori generali delle aziende sanitarie dal sospendere la lpi al di fuori dei casi indicati dalla legge nazionale e dal contratto. In caso contrario l'Associazione metterà in campo tutte le iniziative legali per tutelare i diritti dei colleghi iscritti.  "Il recente Piano Nazionale di governo delle liste d'attesa per il triennio 2019-2021 (PNGLA), nel dettare le linee di intervento che le singole Regioni devono rispettare nell'adozione dei propri piani regionali, ha disposto l'attuazione del blocco dell'attività libero professionale intramuraria in caso di superamento del rapporto tra l'attività in libera professione e in istituzionale sulle prestazioni erogate o di sforamento dei tempi di attesa massimi individuati dalle disposizioni regionali", scrive l'Anaao in una nota. E aggiunge: "Le disposizioni inserite in un atto d'intesa Stato-Regioni costituiscono norme di rango secondario rispetto alla norma primaria di cui sono attuazione, per cui non possono limitare o ledere i diritti soggettivi riconosciuti dalla legge". "Per queste ragioni - conclude il sindacato - l'attuazione delle disposizioni regionali sul blocco della lpi da parte delle singole aziende sanitarie, costituirebbe un illecito contrattuale con conseguente obbligo risarcitorio per i danni patrimoniali subiti dai dirigenti, anche a titolo di perdita di chance". 

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