Liste d'attesa nell'Ssn sempre più lunghe

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 15/05/2019 14:50

Il privato annulla le code e diventa concorrenziale

Due mesi di attesa media nel pubblico che si contraggono a 9 giorni se si va in intramoenia, per ridursi a una sola settimana nel privato "puro". Se invece il privato e' convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, allora la coda torna ad allungarsi a ben 39 giorni. Tradotto: i 112 giorni in regime pubblico per una colonscopia diventano 11 in intramoenia, schizzano a 79 nel privato convenzionato e tornano a quota 11 giorni nel privato. A scattare l' ennesima fotografia e' il Rapporto Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei sistemi sanitari regionali", promosso dalla Funzione Pubblica Cgil e dalla Fondazione Luoghi Comuni, elaborato dal Consorzio per la ricerca economica applicata in Sanita' (Crea) e presentato a Roma. 

Il Rapporto certifica una schizofrenia: da un lato l' incremento dei tempi di attesa per l' accesso alle prestazioni sanitarie pubbliche, dall' altra una progressiva dilatazione della spesa di tasca propria - quasi 35 miliardi di euro in tutto - per visite mediche private. Privato che per di piu' e' ormai decisamente concorrenziale, non solo per i tempi di risposta ma anche per i costi: il ticket spesso e volentieri eguaglia o supera la fee del laboratorio o della clinica e in generale circa la meta' delle 11 prestazioni (di specialistica e diagnostica, senza esplicita indicazione di urgenza) prese in considerazione dallo studio in 8 Regioni ed erogate da 326 strutture sanitarie, costa meno nel privato che in regime di intramoenia.

Un altro grande classico confermato dall' indagine e' il puzzle delle risposte regionali: bene l' Emilia Romagna, con una media di 30 giorni per le prestazioni mediche, e poi a scalare Liguria e Campania, Veneto, Sicilia, Lombardia, Lazio e le Marche, con in media 110 giorni di attesa per una visita in regime Ssn. Contano - rilevano gli estensori dell' indagine - gli investimenti sul personale (in Emilia Romagna oltre 5mila assunzioni nell' ultimo biennio di cui 1.450 precari stabilizzati) e sistemi di controllo informatizzati. Non a caso la ministra della Salute Giulia Grillo ha come primo atto formale dichiarato guerra alle liste d' attesa, con la circolare che a giugno scorso chiedeva conto alle Regioni del loro operato. E i 400 milioni di euro stanziati dal Governo sono il segno piu' tangibile dell' esigenza di correre ai ripari. Nella speranza che il riparto dei fondi, da definire in Conferenza Stato-Regioni, segua criteri innovativi ed equi. Resta il fatto che - commentano dalla Funzione Pubblica Cgil - e' 'urgente e non piu' rinviabile un investimento straordinario in termini di risorse, personale, professionalita' e tecnologie in tutto il Servizio sanitario nazionale, che mostra evidenti segni di collasso con gravi e profonde ripercussioni sulle sue caratteristiche di universalita''.

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