Stimolazione magnetica transcranica contro l'obesità

Endocrinologia | Redazione DottNet | 21/05/2019 23:20

Il paziente indossa una sorta di casco leggero che applica dall' esterno una sollecitazione elettromagnetica a differenti regioni del cervello, corticali e subcorticali

Un nuovo studio su circa 50 pazienti, condotto a Milano, dimostra l' efficacia e la sicurezza della stimolazione magnetica transcranica profonda per il trattamento dei pazienti obesi. Dal lavoro dei ricercatori dell' Irccs Policlinico San Donato, guidati da Livio Luzi, responsabile dell' area di Endocrinologia e Malattie metaboliche dell' ospedale e ordinario di Endocrinologia presso l' università degli Studi di Milano, arriva "la conferma definitiva dell' efficacia e della sicurezza" della "tecnica non invasiva e non dolorosa in cui il paziente - ricordano gli esperti - indossa una sorta di casco leggero che applica dall' esterno una sollecitazione elettromagnetica a differenti regioni del cervello , corticali e subcorticali".

Lo stesso gruppo di ricerca aveva già descritto in diversi congressi internazionali sia l' efficacia della stimolazione magnetica transcranica profonda nel modificare i batteri intestinali, il cosiddetto microbiota, favorendo il calo ponderale nei soggetti obesi, sia la validità della stessa tecnica nel ridurre il desiderio impellente di mangiare - il cosiddetto 'food craving' - grazie alla sua azione regolatoria sui meccanismi cerebrali coinvolti nella gratificazione associata all' assunzione di cibo. Il nuovo studio, randomizzato, in doppio cieco e controllato con trattamento sham (finto), che è stato interamente effettuato presso il Policlinico San Donato e recentemente pubblicato dsu 'Diabetes, Obesity and Metabolism', costituisce la dimostrazione decisiva sull' efficacia e la sicurezza della tecnica nel trattamento dell' obesità.

"L' obesità è un' emergenza globale e fornire una terapia non invasiva ai soggetti obesi è una sfida cruciale, anche dal punto di vista sociale, sia per il numero di vittime dell' obesità, in crescita costante, sia per i significativi costi che la complessità di questa patologia e delle patologie correlate rappresentano per la comunità. La continuità del nostro gruppo di ricerca su questo tema e i risultati stabiliti in quest' ultima pubblicazione ci rendono fiduciosi nell' auspicare che questa terapia, facilmente somministrabile e sicura per i pazienti, diventi in un prossimo futuro una terapia d' elezione per l' obesità", spiega Luzi. "Sappiamo che la fame è regolata da fattori legati alle nostre scelte e al nostro metabolismo - continua Luzi - ma sappiamo anche che nei comportamenti alimentari anomali sono implicate alcune disfunzioni nei circuiti cerebrali della ricompensa, modulati dalla dopamina. La stimolazione magnetica transcranica è già usata con buoni risultati in ambito neurologico per modulare il sistema dopaminergico in malattie neuropsichiatriche come la depressione maggiore e le dipendenze (da nicotina, alcool e cocaina). La nostra ipotesi era che si potesse usare anche per ridurre il desiderio di cibo, supportando così le terapie comportamentali classiche per la perdita di peso, incentrate sull' attività fisica e la dieta".

Lo studio ha coinvolto circa 50 pazienti, di cui 33 sono seguiti per oltre un anno, e ha somministrato 15 sedute di stimolazione 3 volte alla settimana per 5 settimane, riscontrando "una perdita di peso e una riduzione dell' indice di massa corporea molto significative, in media dell' 8,4% del peso corporeo iniziale", spiegano gli studiosi. Quasi 9 chili separano i pazienti che si sono sottoposti a stimolazione magnetica transcranica dal gruppo di controllo, con effetti stabili nel corso dell' intero anno di follow-up. Il lavoro "costituisce il punto di partenza di un approccio altamente innovativo, non farmacologico, non invasivo, a basso costo e ripetibile nel tempo per trattare le persone obese e, idealmente, in un futuro non lontano, anche per prevenire lo sviluppo dell' obesità nella fascia di età più a rischio, cioè gli adolescenti. Il nostro gruppo di ricerca è infatti impegnato a sperimentare anche altri tipi di stimolazione cerebrale ancora più agevoli da utilizzare, ad esempio micro-correnti elettriche, per modulare, in modo non invasivo, i circuiti cerebrali coinvolti nella regolazione della fame sia metabolica sia voluttuaria", conclude Luzi. 

 

fonte: 'Diabetes, Obesity and Metabolism'

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