Blocco rivalutazione: tagli per mille euro l'anno a ogni pensionato

Previdenza | Redazione DottNet | 24/05/2019 16:21

Il blocco produrrà risparmi per lo Stato pari a 3,6 miliardi di euro per i prossimi 3 anni, che diverranno 17,3 miliardi nel prossimo decennio

"Effetti ingenti" del blocco della rivalutazione sugli assegni pensionistici 2019. A denunciare le conseguenze "pesantemente negative" dello stop previsto dalla legge di bilancio 2019, che si sommano a quelle create dalle norme succedutesi dal 2011 ad oggi, è uno studio della Uil. Per una pensione dunque di poco superiore a 3 volte il minimo, infatti, 1.568 euro nel 2019, il mancato adeguamento comporta una perdita permanente, stima il sindacato, pari a circa 960 annui. "Continua la persecuzione nei confronti dei pensionati italiani in atto dal 2011. Si deve porre fine a questo prelievo forzoso a discapito di milioni di pensionati", accusa il segretario confederale Uil, Domenico Proietti. Non solo. Il blocco produrrà risparmi per lo Stato pari a 3,6 miliardi di euro per i prossimi 3 anni, che diverranno 17,3 miliardi nel prossimo decennio. Somme, annota ancora la Uil, "ben lontane dai "pochi spiccioli'' a cui fece riferimento il Presidente, Giuseppe Conte, quando paragonò i pensionati all' avaro di Molière".

Se si considerano tutti i blocchi operati in 8 anni e si aggiunge l' ulteriore blocco previsto dall' ultima legge di bilancio, dunque, spiega nel dettaglio lo studio Uil, si evidenzia come una pensione che nel 2011 era pari a 1.500 euro lordi mensili, subirà una perdita complessiva pari a 73,77 euro al mese, 959,06 euro annui. Una differenza destinata a crescere per effetto dei blocchi previsti anche per i prossimi 2 anni, fino al 2021. Il taglio pesa progressivamente mano mano che la pensione sale: un pensionato, sempre nel 2011, con un assegno pari a 1.900 euro lordi mensili ha subìto nel corso di questi 8 anni un mancato incremento del 6,03% annui, circa 1.489,64 euro lordi. Un mancata rivalutazione, annota ancora Proietti, che "si traduce in circa 1 mensilità netta in meno che il pensionato non percepirà non solo quest' anno: dato l' effetto permanente delle misure la perdita d' importo sulla pensione sarà tale anche per i prossimi anni. Anzi, essendo il blocco previsto anche per il 2020 e il 2021, il danno per i pensionati è destinato a crescere".

Per la Uil, dunque, "è necessario ripristinare la piena indicizzazione delle pensioni e recuperare il montante perso in questi anni", dice dando appuntamento a Roma il 1 giugno, giorno in cui l' Inps effettuerà il conguaglio gennaio - marzo sulle rivalutazioni ma anche quello in cui scenderanno in piazza i pensionati di Cgil, Cisl e Uil.

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