Cassazione: le responsabilità degli specializzandi negli ospedali

Medlex | Redazione DottNet | 05/11/2019 19:14

Se accetta un compito che non è in grado di svolgere se ne assume tutti gli oneri

Quali sono le responsabilità di uno specializzando? E che cosa succede in caso di errore? Quesiti a cui risponde una sentenza della Cassazione (numero 26311/2019) e che è di grande attualità, vista, per esempio, la delibera della Regione Lombardia  che prevede l’ingresso di circa 2 mila medici specializzandi del quarto e quinto anno negli ospedali lombardi dove presteranno servizio autonomo.

Secondo la Suprema Corte il medico specializzando non può essere considerato solo un soggetto in formazione: egli ha già conseguito la laurea in medicina e, pur avendo un'autonomia d'azione limitata, quando compie delle attività mediche può ben essere chiamato a risponderne penalmente. E non è neppure “un mero esecutore di ordini anche se non gode di piena autonomia”, come precisa la sentenza. Da un lato, la circostanza che si tratti di medico, seppur specializzando, determina l'impossibilità di disconoscere che, comunque, una certa autonomia gli deve essere riconosciuta; dall'altro lato, la circostanza che è in corso la sua formazione specialistica comporta che, in ogni caso, ogni attività deve essere sempre svolta sotto le direttive del tutore.  Insomma: gli specializzandi hanno un'autonomia che è vincolata ma che, allo stesso tempo, non può che ricondurre agli stessi le attività compiute direttamente.

E, dunque, quali sono le sue responsabilità? Il medico specializzando che è chiamato a compiere delle attività che non è in grado di compiere, o che non si ritiene in grado di compiere, deve rifiutarne lo svolgimento.  In caso contrario, se ne assume la responsabilità sotto tutti i punti di vista.  Ci si trova, in sostanza, di fronte a un'ipotesi di colpa per assunzione che, come ricordato dalla stessa Corte di cassazione, è ravvisabile in colui che "cagiona un evento dannoso essendosi assunto un compito che non è in grado di svolgere secondo il livello di diligenza richiesto all'agente modello di riferimento".

L'Anaao nelle settimane scorse ha presentato un ricorso al Tar di Venezia per impugnare le delibere adottate dalla Giunta a Ferragosto, che prevedono di "far fronte all' asserita carenza di personale medico specializzato nelle unità operative di pronto soccorso e nell' area internistica attraverso il reclutamento di medici non specializzati né iscritti a scuole di specializzazione, per i quali è previsto solamente un breve ciclo di formazione teorico/pratico di 400 ore (nel dettaglio 92 ore dedicate alla parte teorica e 308 ore dedicate al tirocinio) in sostituzione del canonico percorso di specializzazione".
 

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