Favorito il farmaco più costoso Lucentis: dirigenti Aifa indagati

Farmaci | Redazione DottNet | 15/11/2019 21:43

Il danno per le casse dello Stato ammonterebbe a circa 200milioni. Sulla vendita dei due farmaci si è pronunciata in passato anche l'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato. Roche fa ricorso, Novartis: prezzo negoziato con Aifa

Avrebbero imposto delle limitazioni alla prescrivibilità di un farmaco più economico per curare alcune malattie oculari, provocando un danno all'erario dello Stato di 200 milioni, pari ai maggiori costi sostenuti dal Servizio sanitario nazionale. E' l'accusa contestata ad alcuni membri dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, tra cui dirigenti e componenti pro tempore della Commissione consultiva tecnico scientifica. La Guardia di Finanza sta notificando ai soggetti coinvolti nell'indagine della Corte dei Conti del Lazio un invito a dedurre. Gli accertamenti svolti dai finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Roma, coordinati dal procuratore regionale della Corte dei Conti Andrea Lupi e dal vice procuratore Massimo Perin, avrebbero consentito di accertare che i farmaci 'Avastin' e 'Lucentis' avevano la stessa equivalenza terapeutica, come dimostrato da una serie di studi comparativi.

Ma nonostante questo, il primo non è stato inserito tra i prodotti rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale fino al 2014 e sono state imposte una serie di "ingiustificate limitazioni" al suo utilizzo almeno fino al 2017, causando un aggravio di spesa per lo Stato. Al totale di 200 milioni, dice la Gdf, si è arrivati calcolando la differenza di prezzo tra i farmaci - tra i 600 e i 730 euro per singola dose - in relazione al numero di trattamenti che sono stati effettuati con il Lucentis anziché con l'Avastin. I dirigenti dell'Aifa e i componenti della Commissione tecnico scientifica dell'Agenzia hanno ora 60 giorni di tempo per fornire la loro versione alla Corte dei Conti. Sulla vendita dei due farmaci si è pronunciata in passato anche l'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato: nel 2014 infatti l'Autority ha multato le due case farmaceutiche produttrici - Roche e Novartis - con una sanzione di oltre 180 milioni per aver creato una sorta di 'cartello', decidendo una differenziazione dei prodotti che in realtà era artificiosa. "I due gruppi si sono accordati illecitamente per ostacolare la diffusione dell'uso di un farmaco molto economico, Avastin, nella cura della più diffusa patologia della vista tra gli anziani e di altre gravi malattie oculistiche, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, Lucentis, differenziando artificiosamente i due prodotti.

Per il Sistema Sanitario Nazionale l'intesa ha comportato un esborso aggiuntivo stimato in oltre 45 milioni di euro nel solo 2012, con possibili maggiori costi futuri fino a oltre 600 milioni di euro l'anno" scriveva l'Autority nel 2014 aggiungendo: "le condotte delle imprese trovano la loro spiegazione economica nei rapporti tra i gruppi Roche e Novartis: Roche, infatti, ha interesse ad aumentare le vendite di Lucentis perché attraverso la sua controllata Genentech - che ha sviluppato entrambi i farmaci - ottiene su di esse rilevanti royalties da Novartis. Quest'ultima, dal canto suo, oltre a guadagnare dall'incremento delle vendite di Lucentis, detiene una rilevante partecipazione in Roche, superiore al 30%". La sanzione dell'Antitrust è stata di recente confermata da una sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso delle due aziende farmaceutiche condannandole anche al pagamento delle spese.

Roche

 Roche ha "notificato alle parti interessate il ricorso per la revoca della sentenza del Consiglio di Stato sul caso Avastin/Lucentis, che pertanto non è passata in giudicato". Lo afferma all'ANSA la stessa azienda che, in riferimento all'indagine della Corte dei Conti del Lazio, sottolinea di "non essere in condizione di commentare, perché non dispone di informazioni istruttorie che riguardano esclusivamente soggetti terzi". In ogni caso, Roche conferma "la fiducia nella competenza dei funzionari dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, unica autorità accreditata ad esprimersi su tematiche che riguardano il corretto utilizzo dei medicinali". Lo scorso luglio il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza, alla quale fa riferimento Roche, che conferma il provvedimento dell'Autorità italiana garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) emesso nel 2014 relativamente a presunte pratiche anticoncorrenziali effettuate dalle aziende farmaceutiche Roche e Novartis in relazione al caso dei farmaci Avastin e Lucentis.

Novartis

"Il prezzo di Lucentis, peraltro analogo o inferiore a quello applicato negli altri Paesi europei, è stato determinato mediante negoziazione con l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), in piena adesione ai criteri di legge e della delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe) che disciplina la specifica materia". A precisarlo è l'azienda produttrice Novartis, in merito all'indagine contabile che riguarderebbe l'operato di alcuni funzionari dell'Aifa, in relazione al prezzo del farmaco Lucentis indicato per la cura della maculopatia. Secondo l'indagine della Corte dei Conti del Lazio, alcuni dirigenti e componenti dell'ente regolatorio avrebbero imposto delle limitazioni alla prescrivibilità di un farmaco più economico per curare alcune malattie oculari, provocando un danno all'erario dello Stato di 200 milioni, pari ai maggiori costi sostenuti dal Servizio sanitario nazionale.   Lucentis, però, prosegue Novartis, sottolineando di non esser coinvolta nell'indagine, "a differenza del farmaco oncologico Avastin impiegato fuori indicazione e quindi privo di un prezzo negoziato per l'ambito oftalmico, è stato specificamente studiato e autorizzato per l'impiego contro la maculopatia nelle sue diverse forme".  L'Azienda precisa, infine, che "la sentenza del consiglio di stato, citata nelle notizie di stampa, non è definitiva, ed è quindi tutt'ora sub judice, poiché oggetto di domanda di revoca nelle sedi competenti"

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