La carta dei diritti dei pazienti con tumori gastrointestinali

Oncologia | Redazione DottNet | 23/09/2020 14:13

I pazienti lamentano tempi lunghi dell'iter diagnostico, disomogeneità nella presenza delle strutture di eccellenza, carenza della continuità assistenziale

Colpiscono ogni anno circa 80mila persone, rientrano tra le prime 5 cause di morte per tumore, sono spesso diagnosticati in fase avanzata: eppure i tumori gastrointestinali, stomaco, colon-retto e pancreas, non hanno ancora trovato nel Servizio Sanitario tutte le risposte adeguate per assicurare una presa in carico e un supporto omogeneo nelle varie fasi della malattia. I pazienti lamentano tempi lunghi dell'iter diagnostico, disomogeneità nella presenza delle strutture di eccellenza, carenza della continuità assistenziale.Dai bisogni insoddisfatti, fotografati da Isheo, nasce la Carta dei Diritti dei pazienti con tumori gastrointestinali, #TumoriGIFacciamociSentire, lanciata da Favo (Federazione associazioni volontariato in oncologia) e con il supporto incondizionato del Gruppo Servier.  Il documento, validato da Aiom, Associazione di Oncologia Medica, afferma 6 diritti:l'assistenza multidisciplinare, con i 'tumor board'; la definizione di una rete di Centri di eccellenza; il diritto alla migliore terapia in ogni fase di malattia, il supporto nutrizionale, psiconcologico e palliativo.

"Si valorizzano alcune specificità di questi tumori - spiega Francesco De Lorenzo, presidente Favo - l'importanza della diagnosi precoce, della continuità terapeutica. Le Associazioni denunciano la difficoltà o il mancato accesso ai trattamenti terapeutici nelle fasi più avanzate". Molti Centri trattano chirurgicamente queste malattie, alcuni senza una casistica che garantisca sicurezza, per questo serve identificare quelli d'eccellenza.Importante anche la multidisciplinarita': in Lombardia è ai prodromi, non ancora realizzata una Pancreas Unit. Uno dei problemi, per queste neoplasie ma non solo, secondo Giordano Beretta (nella foto), presidente Aiom, "è che la creazione delle reti oncologiche è stata deliberata nel 2006, ma quelle attive sono poche e nessuna completamente a regime, neppure quella del Piemonte, la più avanzata". Un'interrogazione parlamentare ha chiesto al Governo di far fronte all'individuazione di Centri di eccellenza e 'tumor board'. "La Carta- conclude Claudia Santangelo, presidente di "Vivere senza stomaco si può"- ha una validità alta, speriamo le istituzioni se ne interessino".

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