Ema, è allarme su Omicron 4 e 5: sarà un autunno problematico. I sintomi

Infettivologia | Redazione DottNet | 08/05/2022 18:25

Rasi: Fondamentale capire se i vaccini aggiornati le blocchino. Mencacci: Omicron 5 presenta una contagiosità maggiore, ma non è ancora chiaro di quanto, delle altre varianti. Ciccozzi: Omicron 1 e 2 stanno portando a una sorta di immunità naturale che farebbe da scudo

 'Ema ha lanciato l'allarme sulle nuove sub variante BA.4 e 5 di Omicron e "il pericolo è reale". Come "avremmo dovuto ormai aver appreso dalle altre versioni mutate del virus, se sono più contagiose nel giro di qualche settimana arrivano.  L'estate potrebbe rallentarne la marcia ma poi potremmo ritrovarci ad affrontare il terzo autunno problematico dell'era pandemica". Lo dice in un'intervista a La Stampa l'ex direttore esecutivo dell'Ema Guido Rasi.  "E' indispensabile resettare il sistema di sorveglianza e di sequenziamento del virus per monitorare bene l'eventuale diffusione di nuove varianti e sub-varianti" spiega. Tra i sintomi ci sono "meno colpi di tosse ma più naso che cola, meno febbre ma più spossatezza. E poi vertigini, dolore allo stomaco e all'addome, male all'orecchio".

Non è comunque escluso "il rischio di polmoniti. Che resta elevato tra la popolazione non vaccinata".     Non si sa anche se vaccini aggiornati su Omicron saranno in grado di proteggerci anche da queste sotto varianti, "sappiamo però che BA.4 e BA.5 riescono a evadere la difesa immunitaria indotta dagli attuali vaccini e dal contagio". Sarà importantissimo ora condurre dei test di immunogenicità per vedere se il siero di chi è stato vaccinato in via sperimentale con i vaccini aggiornati neutralizza anche queste sotto varianti".    A ottobre, Rasi somministrerebbe la quarta dose, "agli over 70 e ai fragili perché è li che si concentrano i decessi. Mentre riproverei a convincere i non vaccinati a fare la prima dose, visto che hanno un tasso di mortalità 10 volte superiore ai vaccinati".

 Provoca un'infezione "come tutte le altre" legate alla variante Omicron del virus Sars-CoV-2 la 'cinque' individuata in tre dei 54 campioni analizzati random, cioè in maniera casuale, dal laboratorio di microbiologia dell'Azienda ospedaliera di Perugia.  Lo ha spiegato, parlando con l'ANSA, la professoressa Antonella Mencacci, responsabile della struttura e docente dell'Università degli Studi di Perugia. "Interessa principalmente le alte vie respiratorie" ha aggiunto.  "I dati scientifici che abbiamo a disposizione - ha detto ancora Mencacci - indicano che Omicron cinque presenta una contagiosità maggiore, ma non è ancora chiaro di quanto, delle altre varianti. Le precedenti infezioni e i vaccini non proteggono dalla contagiosità ma la gravità della malattia è analoga".  La professoressa Mencacci ha ribadito che tutti i pazienti colpiti "stanno bene". "Sono residenti in provincia di Perugia - ha concluso - e nessuno viene dall'estero".

L'universo delle sottovarianti di Omicron pesa ancora su una inversione decisa dei contagi da Covid-19 in Italia.  "Viaggiamo ancora sui 40-50 mila casi al giorno ma c'è un 10-20 per cento che sfugge ai test, come accade nella sorveglianza epidemiologica. È urgente invece rafforzare la sorveglianza genomica e fare sequenze per poter prospettare scenari di evoluzione dell'andamento pandemico in riferimento alla diffusione delle sottovarianti di Omicron e delle ricombinanti".  Così all'ANSA il direttore dell'Unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-medico di Roma, Massimo Ciccozzi spiegando che la diffusione di Omicron 1 e Omicron 2 in Italia e in Europa "sta portando a una sorta di immunità naturale che potrebbe funzionare da possibile scudo e rendere vita difficile alle nuove sottovarianti BA.4 e 5 che invece stanno imperverando in Sudafrica pesando per il 75% sui contagi, Ma se avremo anche noi un picco, grazie alla vasta diffusione ancora di Omicron 1 e 2, non sarà come quello del Sudafrica. Qui le due sottovarianti 4 e 5 sembrerebbero inoltre spinte da una loro mutazione importante, la F486V che sembra essere implicata nell'eludere gli anticorpi e quindi favorire i contagi". 

Sorvegliata speciale, inoltre, resta sempre la 'vecchia' variante Delta. "Il virus - spiega Ciccozzi - sta evolvendo come altri virus respiratori ma dal Sars-CoV-2 non possiamo escludere sorprese. Dobbiamo essere sempre in allerta anche sulle varianti che sono state soppiantante da Omicron, come la Delta che non è scomparsa e potrebbe avere mutazioni e organizzarsi per la rimonta. Anche la Alfa, l'abbiamo isolata su una persona del Nord Italia proveniente da Londra".  Sul fattore reinfezioni "chi ha preso la Omicron 1 può reinfettarsi con la Omicron 2 ma poi non può contagiarsi di nuovo con la 1", afferma Ciccozzi sottolineando che in Italia "abbiamo ancora un livello di casi sempre importante" mettendo poi l'accento sulla necessità di utilizzare la mascherina quando c'è bisogno e quando ci sono situazioni di rischio". E sui luoghi di lavoro "se i sindacati stanno spingendo sull'utilizzo fino a fine giugno ci sarà un motivo sensato". "Ma penso - conclude Ciccozzi - che avremo un'estate 'normale' ".

 

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