
Studio italiano: contribuisce un mix di fattori, tra farmaci, anticorpi e resistenza a terapie
L'uso di molti farmaci antiepilettici, l'assenza di anticorpi diretti contro i neuroni e la resistenza alle terapie potrebbero essere i fattori alla base della cronicizzazione dell'epilessia in seguito a un attacco autoimmunitario del cervello. A suggerirlo è uno studio multicentrico coordinato dall'Irccs San Martino di Genova, in collaborazione con l'Ospedale Pediatrico Salesi di Ancona e con il patrocinio della Lega Italiana Contro l'Epilessia (LICE), pubblicato su Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry. Lo studio, che apre la strada a nuove terapie personalizzate che potrebbero modificare la storia della malattia, ha coinvolto 34 centri in tutta Italia, per un totale di 263 pazienti seguiti nell'arco di 10 anni, e ha consentito di individuare diversi fattori di rischio e biomarcatori che predicono la probabilità di cronicizzazione delle crisi epilettiche.
Nel 2025 l’EMA ha raccomandato 104 nuovi medicinali, di cui 38 con principio attivo innovativo. Ma tensioni geopolitiche e trasporti possono aumentare il rischio di interruzioni nelle forniture.
Rapporto PGEU: nel 70% degli Stati Ue la situazione non migliora e nell’11% mancano oltre mille farmaci. In Italia carenze in crescita del 4,8% in un anno.
Salute mentale e obesità: il 17% dei pazienti dei servizi è obeso contro il 10% della popolazione generale. I dati Sinpf e le implicazioni sanitarie.
Lucia Aleotti interviene sul Testo Unico della legislazione farmaceutica: accesso uniforme, meno burocrazia e maggiore autonomia europea sui principi attivi.
Protocollo tra Società Italiana di Neurologia, Croce Rossa Italiana e Fondazione Aletheia. Avviata una campagna nazionale sulla salute del cervello.
Il trattamento sperimentale PrimeC, che combina un antinfiammatorio e un antibiotico, potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche per la sclerosi laterale amiotrofica.
Un case report evidenzia il possibile ruolo di una lesione periferica nella genesi di una rara cefalea trigemino-autonomica, aprendo nuove prospettive diagnostiche.
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