Tumori: studio italiano, alterazioni cromosomiche sotto accusa

| 16/06/2010 16:02

L'aumentata predisposizione, sia individuale che familiare, allo sviluppo di tumori primitivi multipli risiede in peculiari regioni cromosomiche. E' quanto scoperto dai ricercatori dell'università degli studi di Modena e Reggio Emilia e dell'Azienda ospedaliero-universitria di Modena nello studio di citogenetica oncologica 'La molteplicità neoplastica come modello di studio per strategie di prevenzione e sorveglianza individuale e familiare', coordinato da Giovanni Ponti. La ricerca sarà pubblicata a luglio da 'Cancer Genetics Cytogenetics'. 

I ricercatori modenesi hanno individuato per la prima volta alterazioni cromosomiche significative e ricorrenti nell'83% dei pazienti arruolati, tutti con diagnosi di almeno tre neoplasie primitive. "Nella prima fase - spiega Ponti - la maggioranza dei pazienti oncologici arruolati condividevano le stesse alterazioni cromosomiche che coinvolgevano in maniera peculiare alcune regioni dei cromosomi. Nella seconda fase, che è in corso ora, stiamo studiando a livello più approfondito quali geni sono presenti nei segmenti cromosomici apparsi alterati in citogenetica". In pratica - continua Ponti - non solo sarà possibile nei pazienti con queste alterazioni, intervenire con una prevenzione più serrata, ma la scoperta del tipo di alterazione dei geni sui segmenti cromosomici 'incriminati' potrà portare allo sviluppo di farmaci mirati per correggere quelle alterazioni e tentare di bloccare la malattia neoplastica in fase molto precoce. Si tratta - conclude Ponti- di uno sviluppo futuro, realizzabile concretamente nei prossimi anni. Il primo passo, però, è questo studio".

Fonte: Adnkronos

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