Sifilide, gran ritorno nei paesi Occidentali

| 10/11/2010 19:03

Non e' mai scomparsa del tutto, ma la sifilide oggi sembra fare il suo gran ritorno anche nei paesi occidentali dopo un periodo in cui la sua diffusione era apparsa molto limitata. Nella sola Italia dai 150-200 casi registrati annualmente nel corso dell'ultimo decennio si e' tornati a quota 1.500 e oltre. L'allarme viene dagli esperti degli Ospedali Riuniti di Bergamo, che nei primi dieci mesi del 2010 hanno trattato gia' 90 casi, tra cui 15 donne in gravidanza, 10 giovani con meno di 25 anni e 3 con meno di venti.

'L'incidenza della sifilide e' in crescita - afferma Anna Di Landro, dermatologa dell'Ambulatorio Malattie trasmesse sessualmente (Mts) degli Ospedali Riuniti - soprattutto per i costumi sessuali piu' liberi e l'aumento di viaggi e flussi migratori dall'Africa, dall'est Europa e dall'America centro-meridionale, dove la malattia e' endemica'. La principale causa, spiega Di Landro, 'sono i rapporti sessuali non protetti, e i primi sintomi non sono eclatanti, cosi' spesso vengono sottovalutati dai pazienti fino a quando interessano gli organi interni causando infarti, ictus e cecita'. La malattia - aggiunge - colpisce senza distinzioni d'eta' o di nazionalita', ma e' piu' frequente nei soggetti sieropositivi e nelle giovani donne straniere che spesso scoprono di esserne affette durante i controlli in gravidanza'. Il rischio, in questi casi, non e' solo per la donna, ma anche per il nascituro, al quale puo' essere trasmesso l'agente che provoca la malattia. Il mancato trattamento puo' causare aborti, morte neonatale o gravi handicap. La diagnosi precoce e' sempre importante, e dovrebbe interessare tutti coloro che si sono esposti al rischio di un rapporto non protetto.

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