Cgil-medici, i tagli della manovra colpiranno maggiormente i medici ospedalieri: 100mila i camici bianchi a rischio. Si va verso lo sciopero

Silvio Campione | 27/06/2011 15:26

I medici pubblici rischiano di essere la categoria maggiormente colpita dalla prossima manovra economica. L'estensione del taglio del 5% anche agli stipendi del pubblico impiego inferiori ai 90mila euro - una delle probabili misure contenuta nella prossima manovra - vedrebbe infatti maggiormente colpiti proprio i dirigenti medici del Sistema sanitario nazionale. La denuncia, dati alla mano, arriva dal segretario della Fp-Cgil Medici Massimo Cozza, che avverte: ''Si tratta di una scelta iniqua e inaccettabile, che se si dovesse concretizzare porterà ad una forte protesta della categoria''..

 

- CON MANOVRA RISCHIO 'TASSA' SU 100.000 MEDICI PUBBLICI: L'estensione del taglio del 5% anche agli stipendi del pubblico impiego inferiori ai 90mila euro, spiega Cozza, ''vedrebbe maggiormente colpiti i dirigenti medici del Ssn''. I medici rappresentano infatti la categoria più numerosa della dirigenza del pubblico impiego con circa 118mila unità e con una retribuzione media, secondo il conto annuale 2009 della Ragioneria generale dello Stato, di oltre 72mila euro. Seguono i 20mila dirigenti sanitari, tecnici, professionali ed amministrativi del Ssn con circa 63mila euro, 10mila dirigenti della scuola con 60mila e 500 euro, 9mila dirigenti delle Regioni e delle autonomie locali con 92mila euro, e poi i dirigenti degli altri settori (ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, enti di ricerca, Università). Il vigente taglio del 5% degli stipendi al di sopra dei 90mila euro e del 10% oltre i 150mila, sottolinea il sindacalista, ''oggi colpisce infatti circa il 10% della categoria medica, costituito in gran parte dai primari. L'estensione del taglio al di sopra dei 50mila euro vedrebbe interessati anche gli altri 100.000 dirigenti medici, con una decurtazione media di 1.100 euro l'anno''. Anche l'ipotesi dell'asticella a 75mila euro vedrebbe comunque interessata oltre la metà della categoria.

- FP-CGIL, NO A ULTERIORI PENALIZZAZIONI PER MEDICI: Secondo Cozza, tale manovra rappresenterebbe una ''ulteriore penalizzazione dei medici del Ssn i quali, come per tutto il pubblico impiego, hanno già gli stipendi congelati fino al 31 dicembre 2013, il blocco del contratto fino al 31 dicembre 2012, la rateizzazione della liquidazione in tre anni, la decurtazione economica in caso di malattia''. Questo, aggiunge Cozza, ''in un quadro sempre più' drammatico di tagli alla sanità - 1,5 mld nel 2011 e 6 mld ventilati per il prossimo triennio - e di irresponsabile blocco del turn over con medici costretti a riposi sempre minori, a più' straordinari e a ferie limitate, e con 8mila medici in una situazione di precarietà''. Si tratta di una ''tassa iniqua - denuncia Cozza - che ancora una volte si abbatte su chi con il proprio lavoro garantisce un servizio pubblico ai cittadini e, nel caso dei medici, la salute come bene comune. Non si colpisce invece chi ha eguali o maggiori retribuzioni nel privato''.

- MEDICI SUL PIEDE DI GUERRA, VERSO PROTESTA CATEGORIA: ''Una scelta sbagliata e inaccettabile che se si dovesse concretizzare - annuncia il leader sindacale - porterà ad una forte protesta della categoria, che vedrà il 5 luglio a Roma riunite tutte le principali sigle sindacali''.

''Respingere l'ennesima minaccia alla sopravvivenza del Servizio sanitario nazionale e pubblico ed al lavoro dei suoi dirigenti che garantisce il diritto alla salute dei cittadini''. E' l'obiettivo dell'Anaoo Assomed che proporra' l'avvio di uno stato di agitazione a tutte le sigle sindacali della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e amministrativa riunite a Roma il prossimo 5 luglio. Lo annuncia il segretario nazionale dell'associazione, Costantino Troise, ''viste le anticipazioni della manovra economica che il Governo si appresta a varare''. ''Con cronometrica puntualita', il Governo torna a prendere di mira la categoria - afferma l'associazione in una nota - . Non soddisfatto di avere, solo un anno fa, congelato le retribuzioni, bloccato il contratto per un triennio, prosciugato i fondi contrattuali, peggiorato i requisiti previdenziali, procurando complessivamente un crollo del potere di acquisto delle retribuzioni di circa il 20%, intenderebbe prolungare il blocco contrattuale e retributivo fino al 2014 e tagliare le retribuzioni superiori a 50.000 euro'', mentre ''l'eternizzato blocco del turn over costringera' a riposi sempre piu' corti, a piu' straordinari e meno ferie, rubando ogni speranza a 8mila medici precari di lungo corso''. La previsione dell'Anaoo Assomed e' che ''se oggi solo 8 Regioni sono in grado di assicurare i Livelli Essenziali di Assistenza, domani piu' nessuna sara' in grado di erogare le prestazioni sanitarie necessarie''.

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