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Contratto medici Ssn: nulla di nuovo, incontro il 21 marzo

Sindacato | Redazione DottNet | 14/03/2019 12:13

"Una riunione inutile perché nulla è cambiato all'Aran nei confronti dei medici"

Rinviata al 21 marzo la contrattazione per il rinnovo del contratto della dirigenza sanitaria (medici e veterinari) del Ssn. Ieri i sindacati di categoria erano stati convocati a Roma dall' Aran, l' Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, ma "siamo rimasti di stucco dopo l' ennesimo rinvio al 21 marzo comunicatoci ieri mattina all' Aran - spiega Fabiola Fini, vice segretario generale dello Smi - sulle determinazioni economiche per il rinnovo contrattuale 2016-2018 del comparto della dirigenza sanitaria. Basta con i rinvii. Vorremmo sapere con certezza quali siano le risorse che il Governo destina per dirigenti sanitari".

"Abbiamo partecipato a una riunione inutile, che potremmo dire addirittura offensiva perché nulla di nulla è cambiato nell' atteggiamento e nell' approccio dell' Aran in un anno, da quando abbiamo abbandonato il tavolo della trattativa per il contratto dei medici atteso da ben 10 anni", sottolinea il presidente della Federazione Cimo-Fesmed, Guido Quici (nella foto). Sulla stessa lunghezza d' onda la Federazione veterinari medici e dirigenti sanitari (Fvm). "Dopo 10 anni non si può tergiversare senza dare risposte a richieste legittime e ormai storiche. Le Regioni e il Governo hanno ben chiare le nostre richieste, diano quindi risposte altrettanto chiare - evidenzia il presidente Fvm, Aldo Grasselli - Solo su queste basi la contrattazione può decollare e arrivare presto a destino La parte normativa può essere affrontata insieme a quella economica da subito, ma solo quando le entità economiche in gioco sono state garantite da un accordo politico preliminare".

"E' come se niente fosse successo in questi lunghi 12 mesi, come se un anno fa non ci fosse stato l' abbandono del tavolo politico e la rottura della trattativa per mancanza di chiarezza e discussione sulla parte economica, come se non vi fossero stati degli scioperi nazionali dei medici e delle manifestazioni di piazza, come se non fossero partite denunce alla Corte dei Conti per i mancati accantonamenti delle Regioni, come se non fossero state rifiutate le proposte di modifica della parte normativa in quanto peggiorative delle condizioni di lavoro, come se non fosse stato superato il limite di scadenza al 31.12.2018 per la chiusura del contratto", ha sottolineano Guido Quici, presidente della Federazione Cimo-Fesmed. "L' eccessivo depauperamento delle dotazioni organiche, determinato dal blocco del turnover attuato per anni in molte realtà italiane e la precarizzazione del lavoro a cui si è ricorso per il mantenimento di servizi essenziali hanno frequentemente determinato una riduzione del numero e della qualità dei servizi erogati anche per la destabilizzazione delle equipe lavorative", ha proseguito Fini.

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