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Come una pubblicità fake rovina la vita e la carriera di un chirurgo

Professione | Redazione DottNet | 18/03/2019 17:34

Il primario di chirurgia plastica dell'Istituto dei tumori Regina Elena di Roma Roy de Vita promette una crema miracolosa. Ma è tutto falso

Le due sedicenti creme miracolose (non facciamo i nomi per evitarne la pubblicità), costano 50 euro a vasetto e da vari account Instagram promettono di ringiovanire "dai dieci ai venticinque anni" rispetto all' età anagrafica, dopo una settimana di trattamento. Anzi, lo fanno promettere al famoso chirurgo plastico nonché primario di chirurgia plastica dell' Istituto dei tumori Regina Elena di Roma Roy de Vita, o meglio al suo fake, con foto in camice da chirurgo rubate dal suo profilo che gridano: "Non fate iniezioni di botox, ringiovanite senza".

La truffa va avanti dalla fine di gennaio e due settimane fa, assistito dall' avvocato Piergiorgio Assumma il chirurgo ha presentato una denuncia per sostituzione di persona e per diffamazione, visto che da quelle dichiarazioni mai rilasciate si è sentito leso nella sua professionalità. Ma la truffa non si è ancora fermata: gli annunci con il falso Roy de Vita si spostano su altri profili Instagram sponsorizzati intitolati a misteriosi Dragon Bikes o, ad esempio, Hola furs. Il chirurgo è l' ultimo vip clonato sul web in una lista che ultimamente, sempre per pubblicizzare una crema, ha coinvolto anche Milly Carlucci, ma trattandosi di un medico il suo caso è ovviamente più delicato.

Racconta all' Agi di aver saputo del furto di identità attraverso una mail di una paziente. "Ne ricevo circa 200 al giorno e cerco di rispondere a tutte. La signora in questione mi chiedeva informazioni più approfondite sulle creme che mi aveva visto pubblicizzare sul web, e visto che io non commercializzo proprio niente sono andato a fondo, scoprendo che avevano usato delle mie foto e che il mio fake afferma cose che ledono la mia professionalità, e pure la mia conoscenza dell' italiano. L' elemento più inquietante di tutta la storia è una lunga intervista di uno sconosciuto sito linkata ai profili Instagram, in cui sempre con la mia foto in camice verde in primo piano, il falso me magnifica la crema miracolosa, in un italiano improbabile, frutto di una maldestra traduzione. Abbiamo scoperto infatti che chi l' ha comprata si è visto arrivare il pacchetto dalla Slovenia".

Che cosa fanno dire al suo fake nell' intervista? "Mi fanno dire che "elimina le rughe e le pieghe, la pelle floscia, borse e occhiaie. A causa degli effetti intracellulari la pelle diventa completamente restaurata e rigenerata, i cambiamenti sono semplicemente colossali", che il mio centro è stato tra i primi ad adottarla, e pure che bisogna comprarla direttamente dal produttore (alla fine dell' articolo c' è il tasto per l' acquisto collocato alla fine dell' articolo). E poi, con una grande fantasia l' articolo-bufala racconta pure, con l' avallo del mio fake che la crema è al centro di un programma statale, lanciato dall' Italia per il ringiovanimento del Paese.

Pure il falso programma ha un improbabile nome italiano "Bella pianeta" e promette uno sconto (39 euro) per gli italiani che comprano le creme. Roba da pazzi. E se non bastasse ci sono pure i falsi test" Quali test? "Il mio fake dà pure i numeri, con i risultati ottenuti dalle sue pazienti: puntualizza che su 3431 donne che l' hanno usata il 93,6 per cento dimostrava dai 10 ai 25 anni di meno e ovviamente chiarisce che il botox fa malissimo e può essere pure mortale, con tanto di foto di volti femminili sfigurati che corredano l' intervista". Proprio a lei che con il botox lavora molto.. "Certo. Hanno usato me per questa truffa perché sono molto conosciuto, ma questo non mi consola affatto. E purtroppo questa truffa ha irretito gente, come la moglie di un mio amico, dotate anche di una buona cultura. Non so come sia possibile, considerando anche la forma e l' italiano dell' articolo". Sfruttano la spinta ad apparire più giovani, oggi quasi un obbligo sociale

"Purtroppo è così, oggi c' è un uso e un abuso della chirurgia plastica ed estetica . Io però mi pongo dei limiti, sono figlio di medico e ho i valori etici nel patrimonio genetico. Oggi molti aspiranti pazienti sperano che un intervento possa cambiargli la vita, quando al massimo può innalzare il livello di autistima. Se qualcuno viene da me con la foto di Brad Pitt chiedendo un naso come il suo lo rimando indietro perché non vuole somigliare all' attore ma conquistare una Angiolina Jolie, e tra l' altro, non sarà mai contento del risultato. Alle settantenni che mi chiedono volti da trentenni rispondo scherzando che mi chiamo "de Vita e non da Nazareth" e congedo anche le donne che soffrono della "sindrome di Jesica Rabbit", certificata negli Usa. Sono persone che abusano dei filler ma non si accorgono della loro trasformazione e ne diventano dipendenti, chiedendone sempre di più. Io le metto alla porta, ben sapendo però che troveranno immediatamente un mio collega pronto ad accontentarli. Purtroppo in un mondo dove non ci sono più valori non si può pretendere che la classe medica sia immune e immacolata. Per questo dico sempre, trappoloni del web a parte, il chirurgo va scelto bene, con cura".

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