I vaccini booster proteggono dal COVID-19?

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 08/07/2020 12:34

E' già stato detto che vaccini vivi attenuati potrebbero stimolare l'immunità innata dell'organismo che così sarebbe meglio protetto contro il SARS-CoV-2.

Diverse pubblicazioni hanno mostrato le proprietà immunostimolanti del BCG (vaccino antitubercolare). Ciò è già da tempo alla base di un'indicazione ben conosciuta: alte concentrazioni di BCG instillato localmente prevengono le recidive del tumore superficiale della vescica. Secondo un'ipotesi più recente anche i vaccini inattivati costituiti da tossoidi (tossine inattivate) sarebbero in grado di stimolare risposte eterologhe e di aumentare quindi la protezione verso agenti patogeni nuovi. L'ipotesi deriva da osservazioni in modelli animali dove la risposta ad antigeni tumorali è più accentuata quando questi sono somministrati assieme ad antigeni di richiamo, come il tossoide tetanico, capace di attivare più efficacemente le cellule CD4+ di memoria che a loro volta stimolano le cellule CD8+ (bystander effect). Questo potrebbe essere valido anche per altri antigeni booster, come i tossoidi difterico e pertussico, e spiegherebbe, tra l'altro, perché i bambini che molto più immunizzati degli adulti soffrono meno di COVID-19, sia in termini numerici che di severità clinica. Si è ovviamente nel campo delle ipotesi, ma non va dimenticato, in ogni caso, che il booster dTaP andrebbe eseguito negli adulti ogni dieci anni per mantenere la protezione contro difterite, tetano e pertosse, ma risulta  largamente disatteso.

Ietto G

SARS – CoV -2: reasons of epidemiology of severe ill disease cases and therapeutic approach using trivalent vaccine (tetanus, diphtheria and Bordetella pertussis)

Medical Hypotheses (2020)

https://doi.org/10.1016/j.mehy.2020.109779

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 Pubblicato 6/5/2020