Non esistono prove che indichino che gli inibitori del RAAS aumentino il rischio di COVID-19

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 08/07/2020 11:24

L’ipertensione è una delle comorbidità più comuni associate a COVID-19; inoltre, SARS-Cov-2 infetta le cellule attraverso il legame specifico con i recettori ACE2, espressi nel polmone.

Questi due fattori hanno alimentato la speculazione che l’uso di inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) potrebbe portare ad una maggiore espressione di ACE2 nelle vie respiratorie, aumentando il rischio di infezione. Diversi studi osservazionali hanno dimostrato che l’uso corrente di questi prodotti non è associato ad un aumento del rischio di COVID-19 o a complicanze gravi, rispetto all’uso di altri farmaci anti-ipertensivi. Anzi, alcune ricerche suggeriscono che il trattamento con inibitori del RAAS potrebbe ridurre il rischio di complicanze gravi: questa osservazione, potenzialmente importante, necessita di conferma in studi controllati randomizzati.

 

Bryan Williams, Yi Zhang

 Hypertension, renin–angiotensin–aldosterone system inhibition, and COVID-19

The Lancet Published: May 14, 2020

DOI: https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)31131-4

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Pubblicato il 4/6/2020