Protezione contro agenti patogeni emergenti utilizzando vaccini vivi non correlati

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 07/07/2020 17:34

Un numero crescente di studi suggerisce che i vaccini vivi attenuati possono indurre protezione anche contro agenti patogeni non correlati, probabilmente inducendo la produzione di interferone e altri meccanismi di immunità innata.

È stato suggerito che la stimolazione dell'immunità innata da vaccini vivi attenuati in generale, e OPV e BCG in particolare, potrebbe fornire una protezione temporanea contro COVID-19. Osservazioni recenti indicano che il COVID-19 può causare soppressione della risposta immunitaria innata. Pertanto, la stimolazione con vaccini vivi attenuati potrebbe aumentare la resistenza all'infezione da SARS-Cov-2. Studi con il BCG sono già iniziati immunizzando gli operatori sanitari più esposti. L’endpoint di questi esperimenti è la differenza tra l’incidenza, la durata e la gravità del COVID-19 tra le popolazioni immunizzate e quelle non immunizzate. La strategia di indurre una protezione non specifica può anche avere un vantaggio rispetto a un vaccino specifico SARS-Cov-2 in caso di mutazioni di questo virus con una deriva antigenica (e perdita dell'efficacia del vaccino), simile ai virus dell'influenza stagionale. Se si dimostrerà essere utile contro COVID-19, l'immunizzazione con vaccini vivi attenuati potrebbe essere utilizzata per la protezione contro altri patogeni emergenti non correlati

Konstantin Chumakov, Christine S. Benn, Peter Aaby et al

Can existing live vaccines prevent COVID-19?

Science 12 Jun 2020: Vol. 368, Issue 6496, pp. 1187-1188

DOI: https://science.sciencemag.org/content/368/6496/1187

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Pubblicato il 24/6/2020