Lo sviluppo a breve termine di un vaccino si affronta meglio unendo le conoscenze

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 30/06/2020 13:44

Quando si ‘crea’ un vaccino, lo sviluppo farmaceutico, quello clinico (dalla fase 1 alla fase 3) e la produzione si effettuano in genere in maniera sequenziale.

Per avere avere successo seguendo approcci aggressivi comprimendo al massimo i tempi - come si sta facendo per i vaccini candidati Covid-19 - si spera che nulla o quasi vada storto, in particolare quando esistono lacune nelle conoscenze di base. Ottenere endpoints rapidi in termini di efficacia richiede elevate incidenze dell'infezione, ma queste sono ora in calo in molte aree. Essere costretti a ricorrere a endpoints di riduzione della malattia piuttosto che di eliminazione potrebbe rappresentare un’ulteriore complicazione. Queste complessità sarebbero ancora più esacerbate se farmaci antivirali efficaci divenissero - come si spera - uno standard di cura per Covid-19. Anche quando un vaccino efficace verrà identificato, sarà difficile produrlo e distribuirlo su scala sufficiente per immunizzare una parte significativa della popolazione mondiale. Un vaccino efficace ma difficile da formulare, o altamente instabile o che richieda dosi differenziate, può rappresentare una vittoria per la scienza, ma non la risposta ai problemi creati dalla pandemia. E’ auspicabile che gli sforzi e le conoscenze vengano condivise tra i ricercatori dei vari Paesi per ridurre al minimo i tempi.e le incertezze.

John P. Moore, P. J. Klasse

SARS-CoV-2 Vaccines: ‘Warp Speed’ Needs Mind Melds not Warped Minds preprints.org > 202006.0079.v1

DOI: https://www.preprints.org/manuscript/202006.0079/v1

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Pubblicato il 30/6/2020