Risposta cellulare all'infezione da SARS-CoV-2

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 24/07/2020 15:15

I dati attuali indicano che il SARS-Cov-2 è particolarmente capace di eludere le risposte immunitarie nella fase iniziale dell'infezione.

La maggior parte dei meccanismi è legata a risposte inadeguate dell’IFN di tipo 1, a una massiccia produzione di citochine infiammatorie, e forse a un difetto nelle funzioni delle cellule NK. I dati preliminari suggeriscono anche un’evasione della risposta immunitaria adattativa. Le prove attuali indicano che la risposta di tipo Th1 è chiave per il successo del controllo dei virus COV umani, in associazione con la presenza di anticorpi neutralizzanti specifici. Sebbene vi sia una chiara relazione tra la gravità della malattia e la risposta immunitaria, il ruolo dell’immunità protettiva rimane attualmente ancora da capire. Alcuni pazienti rimangono positivi al virus, ciò suggerendo che il suo controllo da parte della risposta immunitaria potrebbe essere difficile da indurre almeno in alcuni pazienti. Ciò potrebbe anche avere un impatto sullo sviluppo di una seconda ondata epidemica. Il vaccino rimane il modo migliore per contrastarla: per definire i surrogati di efficacia dei futuri vaccini, sarebbe importante monitorare meglio le risposte delle cellule T e B nei pazienti guariti e capire l'impatto dell'invecchiamento sulle risposte immunitarie al SARS-Cov-2, inclusa la relativa protezione dei bambini, fatta eccezione per alcuni casi inspiegabili di sindrome tipo Kawasaki.

Amélie Guihot, Elena Litvinova, Brigitte Autran et al

Cell-Mediated Immune Responses to COVID-19 Infection

Front. Immunol., 03 July 2020

DOI: https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fimmu.2020.01662/full 

Tieniti aggiornato sull'argomento. Accedi al portale dedicato

Pubblicato il 28/07/2020