I vaccini a mRNA prevengono l'infezione oltreché i sintomi

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 16/04/2021 10:20

Negli Stati Uniti, 3950 operatori sanitari, senza precedenti di infezione da SARS-Cov-2, hanno ricevuto i vaccini di Pfizer o di Moderna all'inizio del programma nazionale di immunizzazione, nel dicembre 2020.

I partecipanti sono stati addestrati ad effettuare tamponi su se stessi una volta alla settimana, od anche in caso di comparsa di sintomi, ed a spedirli ad un laboratorio per l'effettuazione del test PCR. A metà marzo 2021, il 63% di essi aveva ricevuto entrambe le dosi di vaccino, il 12% una sola dose, mentre il 25% non era vaccinato. Su 172 infezioni rilevate, 161 si sono verificate negli individui non vaccinati. L'efficacia del vaccino è risultata del 90% in coloro che erano completamente immunizzati, e dell’80% in chi aveva ricevuto una sola dose. Lo studio non era abbastanza potente per poter effettuare un confronto tra i due vaccini. La frequenza delle infezioni variava tra le diverse categorie di lavoratori, principalmente a causa dei diversi tassi di vaccinazione che nei medici erano del 92%, negli infermieri dell’82%, e negli operatori di primo soccorso del 64%: le percentuali di infezione in queste categorie erano rispettivamente dell’1,9%, 5,0% e 8,8%. Questi risultati sono in linea con quelli osservati in altri due studi sull’impatto del vaccino Pfizer sui tassi di infezione, nel Regno Unito e in Israele.

Dyer O

Covid-19 Moderna and Pfizer vaccines prevent infections as well as symptoms, CDC study finds

BMJ (Published 01 April 2021)

DOI: https://www.bmj.com/content/373/bmj.n888

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Pubblicato il 20/04/2021