
Diabete e insufficienza renale terminale: Dimensioni del problema
In Italia si stima una prevalenza media del diabete di tipo 2 pari al 5-6,5% (secondo alcuni autori il 8-9%). L’incidenza èdi 3-6/mille/anno. Attualmente nel mondo si stimano più di 160 milioni di diabetici, 146 milioni dei quali di tipo 2 (NIDDM). Il 20-30% dei diabetici NIDDM sviluppa nefropatia. La nefropatia diabetica è clinicamente definita, nella sua fase conclamata, dalla presenza di proteinuria persistente. L’escrezione urinaria di proteine superiore a 500 mg nelle 24 ore (o l’albuminuria superiore a 300 mg nelle 24 ore o superiore a 200 μg/min) e il progressivo declinare del filtrato glomerulare si associano ad ipertensione arteriosa, retinopatia diabetica e aumentata morbilità e mortalità cardiovascolare.
Questa può sembrare una relazione provocatoria perché, aldilà di ogni argomentazione scientifica sul diabete di tipo 2 (dalla fisiopatologia alla terapia), il compito del MMG è quello di concretizzare la medicina basata sulle evidenze, per migliorare la qualità di vita e la sopravvivenza dei suoi pazienti.
La cardiopatia ischemica e l’interessamento della carotide sono causa del 50% della mortalità della popolazione diabetica e più precisamente del 70% dei diabetici di tipo 2 e del 20% dei diabetici di tipo 1. La retinopatia diabetica è responsabile del 13% di tutti i casi di cecità ed è la prima causa di cecità nei soggetti di età inferiore a 40 anni. L’insufficienza renale come complicanza del diabete èun problema ancora piùrilevante per la sanità pubblica italiana e mondiale.
Ricerca del San Raffaele di Milano presentata a Belfast
Studio pubblicato sull'American journal of transplantation
Intervento in Usa, speranza per migliaia di malati in lista attesa
E' una malattia renale autoimmune che compromette la funzione del rene: circa un terzo dei pazienti con nefropatia membranosa progredisce verso la fase terminale
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