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Croce Rossa e Novo Nordisk insieme nei Paesi in guerra

Farmaci Redazione DottNet | 19/04/2018 13:59

Cureranno le malattie croniche durante le crisi umanitarie

Cureranno le malattie croniche durante le crisi umanitarie

Al via la partnership tra la Croce Rossa internazionale e Novo Nordisk A/S per gestire il crescente problema delle malattie croniche che colpiscono milioni di persone che vivono in situazione di crisi in tutto il mondo.La collaborazione si basa su tre elementi fondamentali: assicurare un’efficiente rifornimento di insulina a basso costo per le operazioni della Croce Rossa nel mondo; il sostegno di Novo Nordisk ai programmi sanitari dell’organizzazione internazionale, anche rivolti alla prevenzione e cura delle malattie non trasmissibili; contribuire a progetti da sviluppare nei prossimi tre anni, per aiutare le persone con diabete e ipertensione in situazioni umanitarie di crisi. 

Oggi, più di 65 milioni di persone fuggono dalle guerre. Le organizzazioni umanitarie e sanitarie hanno storicamente concentrato i loro sforzi sulle minacce alla salute di tipo acuto, quali ferite e malattie infettive. Eppure, i bisogni sanitari delle persone nei campi umanitari, così come di quelle costrette a migrare e delle comunità che le accolgono, sono molto maggiori.

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Le malattie non trasmissibili sono un killer silenzioso e spesso vengono trascurate durante i conflitti armati. Tutte le persone hanno bisogno di accedere a infrastrutture sanitarie appropriate e a medicinali per tenere sotto controllo la propria salute. Se guardiamo alle situazioni in Yemen, Siria, Iraq e così via, migliaia di persone devono continuare a convivere con malattie che mettono a rischio la loro vita se non ricevono medicinali come l’insulina per curare il diabete”, ha detto Peter Maurer, presidente della Croce Rossa Internazionale.

Per le persone che vivono in situazioni di crisi umanitaria, il rischio di aggravare le loro malattie croniche, quali diabete e ipertensione, è 2-3 volte più alto rispetto a quello che avevano prima della crisi. Si stima che il diabete sia, in 1 caso su 4, la causa di amputazione degli arti nei pazienti nei Centri di Riabilitazione Fisica della Croce Rossa in Yemen, Siria e Iraq1. "Le organizzazioni che partecipano a questa collaborazione sono coinvolte per rispondere a bisogni sanitari irrisolti attraverso una collaborazione, per ora in fase pilota, che combina le rispettive area di competenza”, ha aggiunto Lars Fruergaard Jørgensen, CEO di Novo Nordisk.

Per assicurare un’adeguata valutazione dei risultati, è stato coinvolto anche il Centro di Salute in situazioni di crisi umanitaria della London School of Hygiene and Tropical Medicine, con il direttore Karl Blanchet, quale principale partner accademico. Tra i partner di questo accordo, anche la Croce Rossa Danese, che offrirà la sua capacità di pianificazione di attività umanitarie, con un focus nella prevenzione e gestione delle malattie croniche, e faciliterà il contatto con le reti di gruppi di società civile locali in Danimarca, come ha spiegato il Segretario generale, Anders Ladekarl. Ogni partner contribuirà in modo diverso a questa collaborazione ed in accordo con le normative locali.

La Croce Rossa Internazionale metterà a disposizione la sua competenza nelle operazioni umanitarie, in particolare nel fornire cure sanitarie alle popolazioni in situazioni di difficoltà e violenza. Guiderà l’implementazione di progetti sul territorio, volti, tra l’altro a identificare le persone che necessitano farmaci per il diabete e l’ipertensione, attraverso il già esistente network di strutture sanitarie supportate dall’organizzazione con base a Ginevra.

Novo Nordisk condividerà la sua grande esperienza nell’accesso alle cure per il diabete, anche supportando lo sviluppo di materiali informativi sulle cure e la prevenzione del diabete all’interno dei contesti umanitari. Il contributo finanziario per questa partnership ammonta a 21,5 milioni di corone danesi, quasi 3 milioni di euro. Infine, il ruolo della London School of Hygiene and Tropical Medicine sarà incentrato sulla valutazione degli interventi per migliorare gli stanziamenti umanitari nella prevenzione e cura delle malattie non trasmissibili.

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