Canali Minisiti ECM

Pensioni, stop alla rivalutazione: ricorso del Codacons all'Ue

Previdenza Redazione DottNet | 24/02/2019 19:35

Tutti gli importi: la manovra di bilancio per il 2019 ha rivisto al ribasso le fasce di perequazione delle pensioni erogate dall’Inps per il prossimo triennio

Il Codacons organizza un nuovo ricorso collettivo da presentare dinanzi la Corte Europea dei Diritti dell' Uomo (Cedu) dopo che la nuova legge di Bilancio per il 2019 ha nuovamente bloccato la rivalutazione monetaria delle pensioni superiori a tre volte il minimo Inps (anche l'Enpam ha per il momento fermato le rivalutazioni). In questo modo, infatti, è stato ridotto ancora una volta e per un altro triennio il potere d' acquisto delle pensioni di gran parte dei pensionati italiani: pensioni già fortemente penalizzate dagli interventi normativi di questi ultimi 10 anni. Scopo dell' azione Codacons -si legga in una nota- è quello di ottenere l' indicazione delle misure da adottare per porre rimedio al nuovo blocco della rivalutazione monetaria delle pensioni o, in alternativa, un equo risarcimento per il danno subito ai pensionati italiani.

Ma vediamo che cosa succede: giova ricordare che non ci sono effetti negativi per gli assegni collocati al di sotto di 1.522 euro lordi mensili (cioè sino a tre volte il minimo inps) in quanto anche la nuova normativa garantisce la piena indicizzazione della pensione all’inflazione. Chi ci rimetterà qualcosa sono i pensionati della classe media ed elevata che godono di assegni superiori. Queste pensioni senza la legge di bilancio avrebbero rivisto l’adeguamento nelle misure stabilite dalla legge 388/2000 pari al 90% dell’inflazione per gli assegni sino a 5 volte il minimo (cioè sino a 2.537,1€) e del 75% per la cifra superiore con il ritorno alle fasce progressive (più favorevoli).

pubblicità

Il nuovo meccanismo inserito nella legge 145/2018 (legge di bilancio 2019) contiene gli aumenti in misura compresa tra il 97% ed il 40% a seconda della classe dell’assegno applicando la rivalutazione direttamente sulla fascia complessiva del reddito pensionistico. Nello specifico le pensioni tra 3 e 4 volte il minimo vengono rivalutate al 97% dell’inflazione; tra 4 e 5 volte al 77%, tra 5 e 6 volte al 52%; tra 6 ed 8 volte al 47%; tra 8 e 9 volte al 45% e quelle superiori a 9 volte al 40%.

La tabella

La tabella sottostante, redatta da Pensionioggi.it,  mostra, quindi, nelle ultime tre colonne il confronto tra le due normative con riferimento al 2019 utilizzando il tasso di inflazione dell’1,1% già comunicato dall’Istat. Come si vede l’effetto è molto contenuto per gli assegni tra tre e quattro volte il minimo e sale progressivamente per quelli superiori.

Così una pensione di 2.800 euro lordi si fermerà nel 2019 al valore di 2.816 euro invece di 2.828 euro, quasi 13 euro al mese in meno in termini di mancata crescita; un assegno di 4.500 euro arriverà a 4.522 euro invece che a 4.543 euro, una differenza di oltre 20 euro al mese ed un assegno di 10mila euro lordi perderà quasi 45 euro al mese in termini di mancata rivalutazione (senza considerare l’effetto del nuovo contributo di solidarietà sulle pensioni superiori a 100mila euro annui).

pensioni-rivalutazione-assegni-2019-quanto-si-perde-tabelle

L' Associazione ha ritenuto dunque di non chiudere la lunga battaglia intrapresa ormai quattro anni fa al fianco di migliaia di pensionati, e difenderà i diritti della categoria più tartassata d' Italia nella cornice della Corte di Strasburgo. I margini per avviare l' azione, d' altra parte, ad avviso del Codacons, sussistono: rispetto alla decisione di luglio, infatti, sono subentrati elementi nuovi. Su tutti la scelta del legislatore di procrastinare per un altro triennio il blocco della perequazione automatica delle pensioni; scelta che sembra non rispondere a quei criteri di ''ragionevolezza e proporzionalità'' che la Cedu aveva posto come requisito fondamentale di ammissibilità in tema di trattamenti previdenziali o assistenziali adottati dagli Stati membri.

Commenti

I Correlati

Oltre 5.700 medici di famiglia mancanti in 18 Regioni e più di 8.000 in uscita entro il 2028. Per Gimbe la crisi è strutturale e aggravata dall’invecchiamento della popolazione.

Scadenza per l’adesione volontaria alla Onaosi. Possono iscriversi i medici non dipendenti pubblici entro dieci anni dall’iscrizione all’Ordine.

L’associazione dei medici per l’ambiente solleva il tema degli investimenti etici della cassa previdenziale dei medici. Enpam respinge i timori.

A Roma istituzioni, clinici e associazioni discutono la riforma della disabilità e il nuovo modello bio-psico-sociale per la presa in carico delle persone con malattia rara.

Ti potrebbero interessare

Scadenza per l’adesione volontaria alla Onaosi. Possono iscriversi i medici non dipendenti pubblici entro dieci anni dall’iscrizione all’Ordine.

Il presidente dell’ente previdenziale commenta la proposta di legge in discussione alla Camera sulla riorganizzazione della medicina generale.

Ultime News

Più letti