Epatite C e Hiv, terapie simili: in arrivo nuovi farmaci contro l’avanzata

Redazione DottNet | 22/11/2010 16:51

La battaglia contro l'epatite C inizia dalle lezioni apprese per il trattamento dell'infezione da HIV. I massimi esperti concordano: "per sconfiggere l'HCV oggi possiamo mettere a frutto l'esperienza trentennale che abbiamo fatto sull'HIV, perché le storie si assomigliano, da un punto di vista epidemiologico e scientifico." Lo conferma il Direttore del Dipartimento del farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità, Stefano Vella, nel corso del convegno 'HIV e HCV, due storie parallele', presso l'ISS. "L'idea infatti, è proprio quella di convogliare i massimi esperti di entrambe le malattie per imparare l'un l'altro. In Italia ci sono 180mila sieropositivi e 1 milione e 700mila persone affette da Epatite C, ma fortunatamente per quest'ultima emergenza sanitaria possiamo ripartire da quel che abbiamo imparato con l'Aids", spiega l'esperto, ottimista.

 "Stanno per arrivare dei nuovi farmaci per il trattamento dell'Epatite C - continua Vella, responsabile scientifico del Convegno - gli inibitori della proteasi, già utilizzati per il trattamento dell'infezione da HIV, che rappresenteranno per l'Epatite C quel che rappresentarono nel 1996 per l'Aids". L'epatite C, prima causa di trapianto di fegato al mondo, causa il maggior numero di decessi tra le malattie infettive trasmissibili. "Nel nostro Paese - afferma Raffaele Bruno, Dipartimento di Malattie Infettive, Fondazione IRCCS San Matteo di Pavia - circa il 2-3% della popolazione generale è affetta dal virus HCV, più al sud che al nord e ogni anno si effettuano circa 1000 trapianti di fegato, la maggior parte dei quali dovuti alla cirrosi da virus dell'Epatite C e dal tumore del fegato". Certo è, e l'incontro  all'ISS lo conferma, "ci stiamo avviando verso una nuova era, con l'obiettivo di aumentare sempre più la percentuale di pazienti che guariscono dalla malattia. Oggi - spiega Bruno - gli inibitori della proteasi rappresentano una promettente nuova classe di farmaci contro l'HCV e sono candidati per l'uso in combinazione con il PEG Interferone e la Ribavirina". Venticinque i nuovi farmaci in sviluppo, si apprende nel corso dell'incontro stampa, "due dei quali sono in arrivo, per l'Epatite C - conferma Vella - probabilmente saranno registrati a febbraio". Nel frattempo e sempre, però, "l'invito alla prevenzione, a sottoporsi al test per HIV e ai controlli per l'epatite", conclude l'esperto. I nuovi farmaci agiscono direttamente sul virus, ma non potranno ancora sostituire i farmaci tradizionali per questa malattia. I farmaci anti-epatite C in corso di registrazione negli Stati Uniti e in Europa sono inibitori della proteasi e inibitori della polimerasi. Entrambi agiscono bloccando l'azione di enzimi fondamentali per la replicazione del virus nell'organismo. Sono farmaci che, secondo Vella, potrebbero avere una portata rivoluzionaria, confrontabile a quella che nel 1996 hanno avuto gli inibitori della proteasi per l'Aids. 'Tuttavia - ha proseguito Vella - ancora per molto tempo non potremo fare a meno dei farmaci tradizionali, ossia l'interferone e la ribavirina'. Il loro meccanismo d'azione non è infatti ancora chiaro e per studiare la combinazione ottimale fra vecchie e nuove cure è al nastro di partenza presso l'Istituto Superiore di Sanità una 'piattaforma' che coinvolge infettivologi ed epatologi. 'L'idea è di non bruciare i nuovi farmaci e di evitare che compaiano resistenze: 'il virus Hcv ci mette un attimo a diventare resistente se i farmaci sono utilizzati male', ha osservato Vella. Per questo gli esperti riuniti oggi stanno anche discutendo sull'opportunità che, al di là delle sperimentazioni, sia opportuno controllare la pratica clinica per avere le risposte più corrette sull'uso ottimale dei farmaci. Si calcola che in Italia i portatori cronici dell'epatite C siano 1,7 milioni e che circa il 3% della popolazione sia venuta a contatto con il virus. I nuovi casi sono mille ogni anno e nel mondo la malattia è la prima causa di trapianto di fegato. Clicchi qui per commentare.