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Cassazione, stop ai certificati medici per telefono. Medico condannato. Fimmg: il paziente va sempre ascoltato

Cassazione, stop ai certificati medici per telefono. Medico condannato.  Fimmg: il paziente va sempre ascoltato
Medicina Generale

 Senza successo, in Cassazione, Daniele B. ha fatto presente di aver visitato Vittoria G. di persona, solo quattro giorni prima di prorogarle lo stato di malattia e che, pertanto, gli era sembrato credibile il protrarsi dei sintomi della patologia. Ma secondo i Supremi giudici "non e' consentito al sanitario effettuare valutazioni o prescrizioni semplicemente sulla base di dichiarazioni effettuate per telefono dai suoi assistiti. Cio' rende irrilevanti le considerazioni sulla effettiva sussistenza della malattia o sulla induzione in errore da parte della paziente". Insieme al medico e' stata condannata anche la sua assistita, colpevole di aver fatto uso della falsa certificazione per giustificare la sua assenza dal lavoro. Ma secondo il principale sindacato dei medici di base, la Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale), la decisione degli ermellini non e' condivisibile, almeno nel caso specifico. "Non sempre una patologia puo' essere diagnosticata dal medico con una visita sul paziente - spiega Giacomo Milillo, segretario della Fimmg - Ce ne sono alcune, come il mal di testa, in cui la visita e' inutile, e il medico deve valutare l'andamento della sintomatologia sulla base di cio' che gli riferisce il paziente". Dipende quindi dalla patologia. ''Se si trattasse ad esempio di una lombosciatalgia, il medico che non visita dopo 4 giorni il paziente visto qualche giorno prima, e gli proroga il certificato di malattia sulla base di sintomi solo riferiti, sbaglia. Ma in altri casi, come la cefalea, alcune sindromi vertiginose o un'astenia profonda, la diagnosi puo' essere formulata solo su base anamnestica, cioe' parlando con il paziente. E questo vale sia al primo accertamento, che anche alla conferma e proroga della malattia". L'importante e' che il medico "constati direttamente, in qualche modo - conclude Milillo - i sintomi del paziente, o vedendolo o sentendolo per telefono, se sa che e' a casa dal lavoro, perche' lo chiama a casa. Certo, non si può basare su una diagnosi riferita da un familiare del paziente. In questo caso certificherebbe il falso".

Medicina Generale
Commenti
AG
Alberto Ganassi
ERRATA CORRIGE Questa sentenza è un segno dei tempi molto importante . Da un lato la leggerezza e scarsa professionalità passata e presente di colleghi nel certificare, dall'altro la totale perdita di uno status sociale e di diritto da parte della professione medica. Siamo terra di saccheggio da parte di una Magistratura attenta alla forma, di vessazioni da parti di solerti e criminali assicuratori parassiti che aggrediscono che prosperano come topi di fogna nella zona d'ombra fra l'atto medico consapevole e informato e l'impossibilità di perfezione nell'agire. Un Governo che cerca solo di scaricare rogne ai MMG a costo zero e noi che usciamo terrorizzati da corsi ECM in cui parlano Procuratori della Repubblica o Medici Legali. Gente sempre più sfacciata e con pseudo patologie o che vede in noi la soluzione di disagi infiniti e infinitesimi, bubù, immaturità e disagio sociale. Arrivo la sera distrutto fisicamente a casa e non riesco più a dialogare coi miei a causa del pathos assimilato dal contatto coi sempre più numerosi cronici senza risposte, terminali, depressi, etc e mi devo vedere falciato da una sentenza del genere? A Dicembre matura il minimo per pensionarmi e lo farò. Ho nervi, senso della vita e affetti famigliari trascurati in modo colpevole per 40 da recuperare, sanare, curare ( Medice cura te ipsum, no?). ORA BASTA! Che se la facciano loro, i vari porci della CASTA la medicina di famiglia e ospedaliera in questo clima da lager. Se abbiamo ancora un filo di dignità ( ma ormai siamo avviliti e frantumati,) nel prossimo inverno, quando giungeranno 15-20 chiamate al giorno per sindromi influenzali febbrili andremo certamente a visitarli tutti, ma ad ambulatori sprangati con scritto “ Chiuso per epidemia” e che si arrangino coi magistrati. Compatisco i nuovi iscritti alla facoltà di Medicina. Basta, basta, basta!
Rispondi
22/05/2012 07:28
AG
Alberto Ganassi
Questa sentenza è un segno dei tempi molto importante . Da un lato la leggerezza e scarsa professionalità di colleghi nel certificare, dall'altro la totale perdita di uno status sociale e di diritto da parte della professione medica. Siamo terra di saccheggio da parte di una Magistratura attenta alla forma, di vessazioni da parti di solerti e criminali assicuratori parassiti che aggrediscono che prosperano come topi di fogna nella zona d'ombra fra l'atto medico consapevole e informato e l'impossibilità di perfezione nell'agire. Un Governo che cerca solo di scaricare rogne ai MMG a costo zero e noi che usciamo terrorizzati da corsi ECM in cui parlano Procuratori della Repubblica o Medici Legali. Gente sempre più sfacciata e con pseudo patologie o che vede in noi la soluzione di disagi infiniti e infinitesimi, bubù, immaturità e disagio sociale. Arrivo la sera distrutto fisicamente a casa e non riesco più a dialogare coi miei per il pathos assimilato dal contatto coi sempre più numerosi cronici senza risposte, terminali, depressi, etc e mi devo vedere falciato da una sentenza del genere? A Dicembre matura il minimo per pensionarmi e lo farò. Ho nervi, senso della vita e affetti famigliari trascurati in modo colpevole per 40. ORA BASTA! Che se la facciano loro , i vari porci della CASTA la medicina di famiglia e ospedaliera.
Rispondi
22/05/2012 07:18
GV
Giancarlo Valli
C'e' un'Agenzia di Investigazione che e' specializzata a spiare dipendenti in malattia che giocano a calcetto...Anni fa ricordo un paziente con scatalgia "spaventosa" che aiutava il fratello a fare il trasloco e un altro che dipingeva la cancellata del suocero. Attenti !
Rispondi
18/05/2012 17:24
MB
Marcello Budini
Dimenticavo: ritenendomi una persona educata non ho commenti pubblicabili relativi al comportamento "ufficiale" dei sindacati e degli OOMM
Rispondi
18/05/2012 00:24
MB
Marcello Budini
Un compianto magistrato, amico e coniuge di una collega, soleva dirmi che quando una attività professionale di tipo non delinquenziale entra in collisione con la legge con frequenza elevata allora o ci sono problemi nella professione oppure ce ne sono nella legge... onestamente per quanto riguarda la professione medica opterei per la seconda possibilità. Quindi, estremamente sconcertato per la sentenza di condanna del collega di Milano sento di dover avanzare alcune proposte in merito. 1) anzitutto ai colleghi medici eletti in Parlamento: operino per mettere le proprie esperienze e competenze professionali al servizio e a difesa della intera categoria professionale, proponendo modifiche o novità nella legislazione di merito. In fin dei conti è questo ciò che fa chi è stato eletto per quel compito! e in particolare: 2) divenga possibile per legge l'autodichiarazione di malattia da parte dei pazienti per i primi 2 o 3 giorni; 3) sia studiata la possibilità di modificare in qualche modo la norma aberrante che ha portato alla sentenza di condanna: ricordiamoci infatti che il collegio giudicante non è alla ricerca della "giustizia" o della "validità" di un comportamento ma solo della sua corrispondenza o meno alla legge vigente, quindi è questa a dover essere modificata. Nella fattispecie sappiamo benissimo che di per sé la "visita medica" intesa come semplice esame obiettivo "fisico", non è né necessaria né sufficiente a poter esprimere una diagnosi esatta, e quindi richiediamo che non lo sia neanche per poter emettere una certificazione. Sia lasciato al professionista onesto il giudizio sulla necessità di "vedere" de visu il paziente o in alternativa ritenga sufficiente la consultazione telefonica o addirittura tramite mezzi telematici, eventualmente indicando il modo sulla certificazione emessa. Infine come provocazione, mi sentirei di proporre anche un'autodenuncia, ovviamente retroattiva, che auspicherei numerosissima, come è già stato fatto in passato, e su tematiche ben più gravi (aborto, eutanasia) della semplice redazione di una certificazione.
18/05/2012 00:19

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