
Le nuove molecole liberano la proteina P73 e riportano in circolazione questo nemico dei tumori. La prima conseguenza di questa ricerca, finanziata dall'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc) è che ''le cellule malate diventano più sensibili ai farmaci chemioterapici, che possono così essere utilizzati a dosaggi inferiori'', osserva il coordinatore della ricerca, Giovanni Blandino, responsabile scientifico del Centro di oncogenomica di Roma. Avere nuovamente in circolazione la P73 significa anche ridurre la crescita tumorale quando la malattia è conclamata o di riuscire a prevenire il tumore quando la diagnosi è precoce. La realizzazione delle molecole, chiamate 5M e innocue per le cellule sane, è il punto di arrivo di una ricerca avviata anni fa dallo stesso gruppo dell'Ire, con la scoperta del legame fra la P53 e la P73.




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