
A dirlo sono gli esperti riuniti a Palazzo Marino dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda). ''Sebbene possa assomigliare a una malattia articolare - spiega Piercarlo Sarzi Puttini, direttore dell'Unita' operativa di reumatologia all'ospedale Sacco di Milano - si tratta di un reumatismo extra-articolare che interessa i muscoli e le loro inserzioni sulle ossa. Non provoca alterazioni identificabili con esami di laboratorio, e per questo la diagnosi si basa solo sui sintomi riferiti dal paziente''. Il dolore è il sintomo predominante, ma è sempre abbinato a disturbi del sonno, cefalea, stanchezza, perdita di memoria a breve termine, colon irritabile e molti altri disturbi che compromettono seriamente la qualità della vita. ''In Italia i malati arrivano alla diagnosi in media dopo 3 anni - aggiunge - durante i quali vedono 3-4 specialisti spesso impreparati ad affrontare la patologia. Una volta in terapia, il 36% dei pazienti assume anche quattro diversi farmaci al giorno''. Molti i passi che possono essere fatti, secondo Sarzi Puttini, per migliorare la situazione di questi malati. ''Serve innanzitutto una diagnosi più precoce da parte del medico di famiglia - conclude - e soprattutto che la fibromialgia venga riconosciuta al più presto dal Servizio sanitario nazionale, visto che i costi delle terapie oggi gravano sui pazienti''.




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