
In questa regione si annuncia una possibile azione collettiva. Per Fabiola Fini, Responsabile Nazionale dello Smi per il 118-area Convenzionata: «È stata fatta giustizia. La legge prevedeva il passaggio a dipendenza dei medici convenzionati del 118, ma diverse regioni, in questi anni, hanno fatto orecchio da mercante. Nelle Marche si riparte nella giusta direzione, si sancisce la fine di una discriminazione nei confronti di professionisti che operano fianco a fianco ad altri, pur non avendo riconosciuti stessi diritti e garanzie (ferie, malattie, maternità…). Ma non finisce qua, la nostra azione continua in tutte quella altre realtà dove le resistenze permangono». Ma l’iniziativa giudiziaria dello Smi è a tutto campo e riguarda anche la Continuità assistenziale. Pina Onotri, responsabile nazionale del settore, ricorda, che «contemporaneamente alla vittoria del sindacato (insieme all’Umus) in Campania con la favorevole sentenza per la pubblicazione delle zone carenti, è arrivato anche il positivo pronunciamento del tribunale di Roma, che condanna l'amministrazione a pagare un indennizzo alle guardie mediche che lavorano sottorganico». Onotri, sottolinea come nel Lazio, «operino 550 medici di continuità assistenziale a fronte di un fabbisogno stimato di circa 900 (la carenza maggiore riguarda Roma). La regione bandisce regolarmente le zone carenti 2 volte l’anno, ma non ad integrazione della pianta organica bensì per rimpiazzare i medici che decadono dall’incarico (per raggiunti limiti di età, perché diventati incompatibili o perché passano ad altro incarico).Finalmente l'azione giudiziaria intrapresa già dal 2010 ,comincia a dare i suoi frutti. Le sentenze continuano a darci ragione e questo ci motiva fortemente a continuare sulla strada intrapresa a difesa della categoria». «Il 118 e la guardia medica – concludono Fini e Onotri - si trovano in una fase di “rottamazione” in tutto il Paese, tra demedicalizzazione delle ambulanze e mancanza di diritti, operando, spesso in condizioni sempre più precarie, insicure e disagiate. Due aree fondamentali per il Ssn che dovrebbero essere, invece, l’asse strategico dell’assistenza h24 e dell’emergenza-urgenza per i cittadini»
Fonte: smi

La Consulta: nessun diritto generale al suicidio assistito per chi soffre di una patologia irreversibile: l'ampliamento spetta al legislatore. Ma il trattamento necessario alla sopravvivenza può anche essere rifiutato prima della sua attivazione.

Il Tribunale di Milano riconosce a un dirigente medico il diritto al computo dell'attività prestata nelle strutture pubbliche francesi. Anaao: decisione importante, ma ancora di primo grado

La Consulta tutela chi, diventato totalmente inabile al lavoro, converte il permesso di soggiorno in "residenza elettiva". La disabilità non può determinare la perdita dell'iscrizione obbligatoria al Servizio sanitario nazionale.

Dopo la bocciatura del Tar, De Palma annuncia l'appello contro la nuova figura. NurSind e FNOPI difendono invece il modello: "È un supporto, non sostituisce l'infermiere"
Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.