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Gli italiani hanno speso oltre quattro miliardi in ticket

Sanità pubblica

E che potrebbe diventare un vero e proprio salasso il prossimo anno, visto che sono in arrivo altri 2 miliardi di euro da reperire con la compartecipazione alla spesa sanitaria da parte dei cittadini previsti dall'ultima manovra Tremonti.  Una ipotesi, quest'ultima, ''insostenibile'' ha ribadito il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ricordando di avere da tempo sollevato il problema e sottolineando che sara' ''una delle prime decisioni che dovra' prendere'' il prossimo esecutivo. Sul tavolo il governo che verra' si trovera' le ipotesi elaborate in questi mesi: si e' parlato soprattutto di un sistema di ticket-franchigia, sulla base dell'Isee, ma poi la situazione politica, e la sostanziale rottura con le Regioni causa tagli, non ha consentito di andare avanti.  I ticket che gia' pagano i cittadini, secondo i report 2012 (4,4 miliardi e' la cifra totale) sono tutti cresciuti: per i farmaci ci si e' attestati su una spesa 'out of pocket' di circa 2 miliardi. Altri 755 milioni sono stati spesi per visite ed esami fatti nelle strutture private ma convenzionate con il Servizio sanitario. E oltre un miliardo e mezzo (nel 2011 1,3 miliardi) e' stato versato in ambulatori e ospedali pubblici, per accessi al Pronto Soccorso e specialistica. Su quest'ultima voce ha pesato anche l'introduzione del cosiddetto 'superticket', una quota fissa di 10 euro per ricetta: quando se ne faceva carico, lo Stato finanziava le Regioni per 836 milioni di euro. Ora e' difficile capire quanto effettivamente sia entrato nelle casse pubbliche con questo nuovo balzello (introdotto nel 2007, sempre coperto e infine entrato in vigore solo con la manovra di meta' 2011) perche', spiegano gli esperti, in parte alcune Regioni hanno fatto diversamente (come ad esempio il Veneto, che l'ha modulato in due fasce di reddito, il Piemonte che ha rimodulato tutti i ticket per prestazione, cosi' come la Lombardia, che ha comunque fissato l'aggravio al 30% del valore della ricetta). Ma soprattutto c'e' il fenomeno ''non calcolabile'' della 'fuga' verso il privato-privato, spesso addirittura meno caro e di sicuro piu' veloce, che certo, si traduce in un minore aggravio di spesa per il pubblico ma che, avverte il ministro rischia di compromettere ''le caratteristiche proprie del nostro sistema, l'universalita' e la globalita' della copertura''.  I ticket sono ''tasselli verso lo smantellamento del servizio pubblico'' teme Cittadinanzattiva che ha registrato nell'ultimo anno ''fenomeni preoccupanti'' come la rinuncia alle cure da parte di molti cittadini ma anche ''la spinta di molti verso il privato''. E a chiedere a gran voce che sia eliminata l'ipotesi che si ''scarichino sui cittadini'' altri costi e' la Cgil, che invita il nuovo governo, quando ci sara', prima di tutto a cancellare la norma e in seconda battuta a rivedere l'intera partita del finanziamento della sanita' pubblica.

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Fonte: Ministero dell’economia

Sanità pubblica
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