
Accanto a loro ci saranno anche i chirurghi del Cic, guidati da Marco d’Imporzano (cicca qui per vedere la video intervista realizzata in esclusiva per Dottnet), per la “loro lotta di civiltà e serietà professionale”. Gli ortopedici incroceranno le braccia, garantendo solo gli interventi d’emergenza, bloccando di fatto le visite e le operazioni meno urgenti. Uno sciopero inedito per la categoria, così come lo era stato il 12 febbraio scorso quello dei ginecologi, uniti nello stesso grido di allarme: “Basta operare con l’incubo di una causa per risarcimento danni”. Il CIC accoglie e condivide le motivazioni dello stato di agitazione dei chirurghi ortopedici, così come era stato per i ginecologi qualche mese fa. “Da anni – si legge in una nota del Cic - leggi idonee e richieste sacrosante formulate dai chirurghi italiani giacciono nei cassetti della politica, nonostante l'impegno del Collegio Italiano dei Chirurghi e delle organizzazioni sindacali mediche; vi è stato un completo disinteresse delle Istituzioni verso la definizione delle peculiarità dell’atto medico, verso il riconoscimento delle società scientifiche di chirurgia e neppure un cenno rivolto verso il provvedimento riguardante il rischio clinico che sta definitivamente liquidando la chirurgia in una palude di contenziosi medico legali”. “Mai si sarebbe dovuto arrivare ad un confronto così aspro e così al di fuori della mentalità di ogni chirurgo. - sostiene il Presidente del CIC, Marco d’Imporzano - Nell'interesse dei pazienti della professione chirurgica, delle buone pratiche e dell'onestà intellettuale di ognuno di noi, daremo corso ad ogni forma di lotta perché le Istituzioni si accorgano finalmente del “problema chirurgia” in Italia”.
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Fonte: Cic

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