
Gli scienziati coordinati da Rebecca Moore hanno analizzato i fattori di rischio per Pih e pre-eclampsia in oltre 362 mila madri, esaminando i certificati di nascita di bimbi nati in Colorado tra il 2000 e il 2006. Complessivamente, la frequenza delle due condizioni cliniche risultava pari al 3,3%. Passando in rassegna le caratteristiche e gli stili di vita materni, Moore e colleghi hanno innanzitutto confermato il 'peso' di fattori di rischio già noti (età superiore ai 35 anni, prima gravidanza, gravidanza gemellare o plurigemellare e aumento di peso in gravidanza). Quindi hanno evidenziato un rischio inferiore per le fumatrici (che tuttavia mostravano un aumentata probabilità di altre complicanze gestazionali, puntualizzano gli esperti), e un rischio significativamente superiore per le donne che vivevano in zone rurali. I motivi restano da chiarire, ma gli studiosi ipotizzano che il risultato possa essere collegato a condizioni di povertà e privazioni sociali più probabili nelle campagne che nelle città.

L’OMS e i partner internazionali lanciano una roadmap globale 2026-2035 per contrastare preeclampsia ed eclampsia, rafforzando ricerca, diagnosi, accesso ai medicinali, assistenza clinica e sistemi sanitari.

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Un’indagine dell’Istituto superiore di sanità evidenzia una discrepanza tra quanto dichiarato dalle future mamme e quanto emerge dai campioni biologici. Gli esperti rilanciano il messaggio: «zero alcol in gravidanza»

Molti alimenti percepiti come pratici o addirittura salutari continuano a entrare nelle nostre abitudini, soprattutto tra i più giovani
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