
In testa alla classifica arriva l'Olanda che mette a segno uno score di 839 punti, contro i 640 dell'Italia. Seguono ai vertici Danimarca, Austria, Lussemburgo e Svezia. Fanalini di coda Romania, Bulgaria, Croazia, Lituania. L'analisi, che si ripete dal 2005, è stata condotta tenendo conto di 34 indicatori di performance e combina statistiche pubbliche e ricerche indipendenti, adottando il punto di vista del consumatore, per sei diverse aree: diritti e informazione dei pazienti, e-sanità, tempi di attesa per il trattamento, risultati, gamma e ambito dei servizi forniti e farmaci. A produrre l'Index è l'organizzazione Health Consumer Powerhouse che a Bruxelles ha diffuso i risultati 2008. Per l'Italia, dice Arne Bjornberg, direttore della ricerca EHCI, ''abbiamo osservato alcuni miglioramenti per quanto riguarda l'accesso e i tempi di attesa, che indicano una volta tanto una controtendenza positiva'', ma, aggiunge il direttore, ''in linea generale il sistema sanitario italiano è mediocre e deve migliorare in tutte le sub-categorie''. Il presidente dell'organizzazione realizzatrice dell'indagine, Johan Hjertqvist, punta il dito soprattutto contro l'attitudine dei medici: ''Il sistema - dice riferendosi all'Italia - sembra ancora essere governato da 'dei in camice bianco' e questo non è certo il modo migliore di garantire al paziente la conformità con gli ordinamenti del trattamento''. Scorrendo l'Index 2008, emerge che quanto ai tempi di attesa il miglior risultato tra i paesi presi in esame è quello raggiunto da Germania e Svizzera, per l'informazione e i diritti dei pazienti così come per l'utilizzo delle nuove tecnologie informatiche nella sanità al primo posto arriva la Danimarca, per risultati la Svezia, per gamma dei servizi forniti l'Olanda e per i farmaci l'Austria. Per l'Italia il miglior score è indicato per la categoria relativa ai risultati raggiunti, il peggiore invece per la e-sanità.

Secondo Eurostat, la spesa sanitaria pubblica e privata italiana raggiunge i 190,1 miliardi di euro. La crescita prosegue in tutta Europa, ma il confronto con i principali partner evidenzia un divario ancora marcato.

La copertura degli over 65 è scesa al 52,5%, lontana dall'obiettivo minimo del 75%. Tra fragilità, esitazione vaccinale e fiducia nella sanità, la prevenzione perde terreno

La sopravvivenza continua a crescere grazie all'innovazione terapeutica, ma prevenzione e diagnosi precoce restano le alleate più preziose contro il tumore della mammella.

Presentato all'Istituto superiore di sanità il Manifesto per contrastare i tumori HPV-correlati. L'appello è superare le disuguaglianze territoriali nell'accesso alla prevenzione e rafforzare vaccinazione e screening
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