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Le aggregazioni di Mmg finiscono in tribunale

Medicina Generale

 Secondo il sindacato dei medici di famiglia, l’approvazione della norma siglata a Palazzo Balbi lo scorso 3 ottobre, di dare il via libera alle aggregazioni tra dottori di base allargate a specialisti, infermieri e amministrativi, figure destinate a ricevere i pazienti dalle 8 alle 20, per poi cedere il passo nelle successive dodici ore alle 700 Guardie mediche venete, non sarebbe stata concordata con le sigle di settore. Il contratto riguarda i servizi da erogare, l’organizzazione del lavoro e i tempi e quanto altro occorre per avviare sul territorio le aggregazioni sanitarie. Ma, come dicevamo, l’accordo non è stato concordato con i diretti interessati, benché la delibera affermi chiaramente il contrario (“Sentite le organizzazioni sindacali per la medicina generale, cioè Fimmg, Snami, Smi e Intesa sindacale”). Secondo la Fimmg “attivare 164 ambulatori h24 non ha senso se non c’è un finanziamento dedicato all’assunzione di infermieri, amministrativi, specialisti e all’acquisto di attrezzature”. Insomma dicono alla Federazione dei medici di famiglia, non è possibile “dare corpo alla riforma senza strumenti adeguati”. E così il sindacato ha dichiarato lo stato di agitazione e compilato un calendario di proteste, che oltre alle denunce contempla: l’esposizione in tutti gli ambulatori di un avviso con le rivendicazioni citate; la sospensione della ricetta elettronica, che per la Regione significa rinunciare ai 280 milioni di premio già percepiti nel 2012 dal ministero dell’Economia; l’incontro con le associazioni dei pazienti per spiegare una contestazione che di fatto blocca la riforma. Per la quale una delibera regionale del 18 gennaio 2011 stanzia una spesa di 25 milioni dal 2012 al 2015 e un’altra approvata contestualmente a quella finita nel mirino della Fimmg assegna per l’informatizzazione del sistema 230 euro lordi al mese a ciascuno dei 3395 medici di famiglia e ai 400 pediatri di libera scelta e corrisponde loro altre risorse datate 2010 e dovute in rispetto all’accordo nazionale. Si tratta di 0,81 euro a paziente all’anno. Ma l’atto più eclatante è il rifiuto di continuare a occuparsi del 10% dei malati più gravi tra i 100 mila assistiti a domicilio, come i terminali. Secondo il sindacato, “i pazienti vengono dimessi dall’ospedale dicendo che a casa avranno tutti i giorni medico di base, specialista, fisioterapista e presidi necessari. In realtà lo specialista lo prenoti a febbraio per dicembre, c’è un fisioterapista ogni 100 mila utenti, gli infermieri non bastano e gli ausili scarseggiano. E inoltre dobbiamo trasformare in ricetta la prescrizione dello specialista: così il malato è costretto a una continua spola”.

Case della Salute nel mirino di Federfarma: intanto Federfarma mette sotto accusa le Case della Salute in Toscana e nel Lazio. La scorsa settimana la Regione Lazio ha pubblicato il decreto del commissario ad acta (la Sanità laziale è sotto Piano di rientro) che detta organizzazione e assetto delle Case della Salute di prossima apertura. Secondo il documento “in tali strutture andrà prevista un’articolazione funzionale di farmacia territoriale con l’obiettivo di assicurare la distribuzione diretta di farmaci e dispositivi medici per l’utilizzo interno e per il territorio, nonché altri compiti specificamente attribuiti”. Diversa la situazione in Toscana dove l’attenzione del sindacato è invece rivolta alle “Botteghe della Salute” e ai progetti regionali per il recapito a domicilio dei farmaci. Il progetto delle Botteghe, presentato a metà settembre, prevede 10 strutture entro la fine dell’anno (sei delle quali all’Elba) e una sessantina nel triennio. Aperte almeno 5 ore al giorno per 5 giorni alla settimana, dovrebbero assicurare nei piccoli comuni le prestazioni sanitarie di base (prenotazioni e ritiro referti, esami di laboratorio) e servizi di prossimità quali il recapito a domicilio dei farmaci. Ma le Botteghe della Salute preoccupano anche alla luce dei progetti che la Regione sta coltivando in materia di distribuzione diretta: al Consiglio delle regioni del Sunifar di mercoledì, infatti, è stata esaminata una delibera dell’Asl di Pisa per la sperimentazione di un servizio di recapito a domicilio ai pazienti in Adp. Il programma, replicato in contemporanea a Lucca, si basa su un progetto della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e ha per partner Farexpress, che consegnerà direttamente a casa i farmaci della diretta. La sperimentazione durerà un anno (costo poco più di 40mila euro) e al termine la Scuola provvederà a una valutazione dei risultati organizzativi ed economici. Di qui la decisione del Sunifar di avviare, attraverso le proprie rappresentanze territoriali, una mappatura completa di tutti i progetti regionali relativi a questo modello aggregativo della Mg. «Dobbiamo conoscere in dettaglio qual è la situazione in tutte le Regioni» spiega il presidente dei rurali, Orlandi «per decidere poi la strategia con cui ribattere». Tra le ipotesi al vaglio di Federfarma anche una denuncia alla magistratura per abuso della professione.

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Fonte: fimmg, federfarma

Medicina Generale
Commenti
VG
Vittorio Gamba
BRAVO PAOLI SONO PERFETTAMENTE D'ACCORDO! QUESTO PER QUEL CHE CI RIGUARDA, MA OGNI GIORNO CHE PASSA MI LASCIA SEMPRE PIU' AVVILITO. ASSISTO IMPOTENTE NEL VEDERE LA GENTE NON POTERSI CURARSI PIU' PERCHE' LO STATO SE NE FREGA DEI CITTADINI INERMI, ANZI, LI DERUBA NEI LORO MISERI AVERI. AUMENTA I TIKET, RENDE LE LISTE D'ATTESA IMPOSSIBILI, OBBLIGA IL DISPERATO ALLA VISITA PRIVATA! LE 24/24 SONO PARAGONABILI ALLA GUERRA CHE FECE MUSSOLINI ALL'ERITREA "ARMIAMOCI E PARTITE" SOLDATI SENZA SCARPE MANDATI A MORIRE, CARNE DA CANNONE INSOMMA UNA MODASLITA' BEN NOTA ALLO STATO ITALIANO DI TRATTARE I PROPRI SUDDITI! IN QUESTO CASO LA CARNE DA CANNONE SIAMO NOI! SE MI SI CHIEDE DI FARE 24/24 IO LE FARO' PURE MA LORO DOVRANNO RISPONDERE CON UN'ORGANIZZAZIONE DA TA AI PAZIENTI INECCEPIBILE ALTRIMENTI MI DIMETTERO' E ANDRO A FARE IL MMG ALL'ESTERO DOVE QUESTA PROFESSIONE HA UN VALORE! IN BARBA A UNO STATO PIUTTOSTO CINICO, DISATTENTO,INGORDO, SPREGIUDICATO E SENZA VERGOGNA PER NON DIRE SENZA SCRUPOLI MORALI! CERTI SINDACALISTI INVECE SONO COME I RUFFIANI, NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE I RUFFIANI RIVELARONO I NASCONDIGLI DEGLI EBREI ALLE SS CONDANNANDOLI A MORTE! BASTA PER FAVORE ABBIATE LA DECENZA DI DIMETTERVI E ANCORA FORSE SALVERETE ALMENO LA FACCIA!
Rispondi
24/10/2013 18:34
GP
Giovanni Paoli
Solo ora la FIMMG si accorge che certe riforme non si fanno a costo zero come entusiasticamente accettato fin dall'inizio quando il ministro Balduzzi propose la bislacca riforma. A costo zero si chiede l'elemosina, si rovista nei cassonetti e ci si suicida gettandosi da un ponte ma non si creano poliambiulatori specialistici con personale infermieristico e tecnico e con la dotazione di attrezzature diagnostiche. Per fare questo ci vogliono miliardi che lo stato non ha ed, anzi, ne avrà sempre meno. Morale : chi si strozza con le proprie mani merita una morte lenta e dolorosa!!!
Rispondi
23/10/2013 10:57
CC
Carlo Cerati
Ma gli iscritti FIMG non mandano mai commenti ?
Rispondi
23/10/2013 10:30
WV
Walter Gesù Valletta
che bello i bollini di De Lorenzo!!!
Rispondi
22/10/2013 21:38
PD
Pietro Devoto
maledetto milillo da quando sei segretario non ne hai fatto una giusta:ti prego vai all'inferno e restaci!!!
22/10/2013 21:05

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