
Lo rivelano gli esperti riuniti a Milano per la presentazione di un nuovo farmaco. ''La chirurgia ortopedica maggiore - spiega Pier Mannuccio Mannucci, direttore del dipartimento di Medicina interna del Policlinico di Milano - è associata a un elevato rischio di trombosi venosa profonda. Senza profilassi, il 60-70% dei pazienti ne viene colpito. Di questi, l'80% non manifesta sintomi (il problema viene rilevato solo con un esame specifico, la flebografia), mentre il 20% ha gonfiore, dolore e infiammazione della parte colpita, in genere un arto. A questo si aggiunge poi il rischio, a volte anche mortale, di embolia polmonare, che colpisce lo 0,5-1% dei pazienti''. La profilassi (cioè l'assunzione di anticoagulanti per circa un mese dopo l'intervento) è in grado di far scendere il rischio fino al 5-10%, ma non tutti i pazienti sembrano esserne consapevoli.



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