
L'Italia, rileva l'Ocse, ha il più alto numero al mondo di medici per abitante: più di 600 ogni 100 mila abitanti nel 2005. I medici appartenenti alla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) sono circa 370 mila, di cui un terzo lavora negli istituti pubblici. Inoltre, secondo l'Ocse, la competizione tra medici nel settore pubblico è molto alta e spesso i più giovani devono aspettare a lungo prima di riuscire a ritagliarsi un posto di lavoro. E' allarme, invece, per la carenza di infermieri: secondo la Federazione nazionale dei collegi degli infermieri (Ipasvi), nel 2006 la carenza ammontava a circa 60 mila professionisti (su un totale di infermieri pari a 348.415 nel 2005), per una mancanza di copertura dei posti di lavoro pari al 15%. La carenza di infermieri, sottolinea il rapporto Ocse, ''potrebbe essere in parte colmata dall'assunzione di personale proveniente dall'estero. Ma a causa della competizione con i Paesi esteri, che offrono salari più alti e condizioni di lavoro migliori, e delle complesse politiche di immigrazione, il numero di infermieri stranieri in Italia è ancora molto basso: 6730 nel 2005''

La quota della spesa sanitaria destinata ai professionisti è scesa dal 39,7% al 36,6%. Cartabellotta: meno risorse hanno favorito carenze, dimissioni e fuga verso privato ed estero

Lo studio fotografa carenze di personale, forti differenze territoriali e stipendi inferiori alla media Ocse. Enpapi propone di integrare gli infermieri liberi professionisti nel Ssn con un sistema di convenzioni.

Dal 2023 al 2026 quasi 19 miliardi di risorse in meno rispetto al peso del Fondo sul Pil nel 2022. Il servizio pubblico perde anche capacità di attrarre medici e infermieri

Fimmg: "Manovra, subito un Piano Marshall per la medicina territoriale. I dati confermano una medicina generale in codice rosso". L’85% delle risorse del taglio Irpef va ai più ricchi
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